ALESSANDRA CODELUPPI
Cronaca

“Abusi sessuali sugli aspiranti attori”. Via al processo per Daniele Franci

L’ex direttore artistico del centro teatrale ‘Etoile’ di Reggio Emilia, oggi 46enne, è accusato di aver abusato di 9 ragazzi tra i 17 e i 22 anni

L'ex direttore artistico del centro teatrale 'Etoile' a Reggio Emilia Daniele Franci in aula a processo tra i suoi avvocati: è accusato di aver abusato di 9 suoi allievi

L'ex direttore artistico del centro teatrale 'Etoile' a Reggio Emilia Daniele Franci in aula a processo tra i suoi avvocati: è accusato di aver abusato di 9 suoi allievi

Reggio Emilia, 12 giugno 2024 - È iniziato questa mattina il processo con rito ordinario a carico di Daniele Franci, ex direttore artistico del centro teatrale 'Etoile', accusato di aver commesso abusi sessuali verso nove allievi tra i 17 e i 22 anni - di cui allora tre minorenni - che si sono costituiti parte civile, mentre altri due hanno deciso di non farlo; oggi sono tutti maggiorenni.

Franci, 46 anni, ora a piede libero, era stato arrestato nel luglio 2022 dai carabinieri: secondo la ricostruzione accusatoria del pubblico ministero Valentina Salvi, lui avrebbe sfruttato il proprio ascendente come guida dell'Etoile, con sede nell'antica villa di via Fratelli Cervi, per ottenere la fiducia dei ragazzi e poi intrattenersi sessualmente con loro, fatti risalenti al 2016-2021.

Davanti al collegio dei giudici presieduto da Giovanni Ghini, a latere Silvia Semprini e Luigi Tirone, Franci era presente (come ha sempre fatto anche in udienza preliminare), affiancato dagli avvocati difensori Giulio Garuti e Gabriele Riatti. Il pubblico ministero Denise Panoutsopoulos (in sostituzione del pm Salvi) ha chiesto l'ammissione delle prove, così come i quattro legali di parte civile. Poi la parola è andata al difensore Garuti: lui ha presentato una lista di testimoni che includeva anche i ragazzi presunte vittime, ha depositato una memoria e una chat di un gruppo whatsapp creato dai giovani e ha chiesto la trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali.

Le parti civili 

A quel punto i legali di parte civile sono insorti. L'avvocato Margherita La Francesca, che tutela cinque ragazzi, si è opposta al fatto che fossero nuovamente sentiti i giovani, in quanto otto di loro già ascoltati nei mesi scorsi durante l'incidente probatorio, udienza in contradditorio davanti al giudice. E ha detto no anche alla domanda della difesa di ascoltare in aula sia il sindaco di Correggio all'epoca dei fatti, cioè Ilenia Malavasi ("Non so cosa potesse conoscere sui rapporti di Franci con gli allievi") sia due insegnanti dell'istituto Galvani sui metodi di insegnamento di Franci. E ha prospettato un rischio di "vittimizzazione secondaria".

Sulla scia l'avvocato Maria Vittoria Marceddu, che assiste il ragazzo che per primo sporse denuncia: "A quindici persone la difesa vuole chiedere le condizioni psicofisiche dei ragazzi all'epoca dei fatti, ma si tratta di collaboratori di Franci e tecnici che non possono riferire su questo". Si sono associati anche gli avvocati Marco Scarpati, che assiste due ragazzi, e Massimo Tarquinio che ne rappresenta uno.

La difesa

L'avvocato Garuti ha premesso che "siamo di fronte a un caso di presunta violenza sessuale per induzione". E ha dibattuto: "Non è vero che i ragazzi sono già stati ascoltati su tutte le circostanze: ci sono elementi del tutto nuovi". Spiegando poi: "Riferiranno sui rapporti con Franci e su una chat depositata in udienza preliminare, ma non durante l'incidente probatorio. E poi sulle captazioni audio e video fatte all'esito dell'incidente probatorio". Le stesse presunte vittime erano finite al centro di una verifica della Procura per verificare la genuinità delle loro dichiarazioni attraverso telecamere e microfoni sia in tribunale sia sull'auto di uno di loro: secondo gli inquirenti non avrebbero 'tramato' contro Franci.

Ma l'avvocato Garuti non la pensa così, e stamattina ha insistito per raccogliere in dibattimento le voci dei ragazzi: "Quella chat - ha rimarcato - apre un mondo sul contagio dichiarativo avvenuto tra i giovani sia sulla decisione di presentare la denuncia, sia per altri elementi che riguardano situazioni molto complesse, in cui le persone offese hanno ampiamente parlato tra loro. Sottolineando poi che "è difficile, ed è il tema di questo processo, capire cos'hanno veramente vissuto questi ragazzi e ciò che invece deriva da un'influenza o da un contagio che hanno subito". E ha detto di aver nominato come consulente tecnico Giuseppe Sartori, "un luminare". 

Dalla chat e dalle intercettazioni emerge che i ragazzi hanno detto: "Abbiamo capito unicamente quando siamo andati da uno psicologo che abbiamo subito una violenza e non eravamo consenzienti". Respingendo il rischio di vittimizzazione secondaria, l'avvocato Garuti ha detto che "dalla chat si capisce che scherzano tra loro".

Sulla testimonianza dell'ex sindaco Malavasi e degli insegnanti del Galvani, il difensore ha obiettato di non capire il motivo del no delle parti civili: "Il Comune di Correggio era finanziatore della scuola, ci sono elementi interessanti per far capire la tipologia di insegnamento". Poi ha parlato di "video e altre situazioni che dimostrano come i ragazzi, dopo i fatti contestati, hanno continuato ad avere una vita normalissima: vittime di questi fatti fino in fondo, secondo me non lo sono". Alla fine il giudice Ghini ha deciso di ammettere le prove dichiarative, riservandosi solo di sentire eventualmente le persone già ascoltate in incidente probatorio all'esito della trascrizione delle intercettazioni, attività per la quale è stato nominato il perito Vincenzo Ottaviano. Si proseguirà nel marzo 2025