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8 giu 2016

Aemilia, nuovi arresti e perquisizioni

Blitz dei carabinieri del ROS e del Nucleo Investigativo tra le province di Reggio e Crotone

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Maxi operazione �Aemilia� anti �ndrangheta caserma carabinieri Modena

Reggio Emilia, 8 giugno 2016 - Dalle prime ore di oggi, tra le province di Reggio Emilia e Crotone, nell’ambito degli ulteriori sviluppi dell’indagine “Aemilia”, i carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Bologna, su richiesta della D.D.A. felsinea, a carico di A. V., 30enne crotonese domiciliato a Montecchio Emilia (figlio di G., classe 1961, attualmente detenuto per associazione mafiosa e altro nell’ambito del medesimo procedimento).

Nel contempo i carabinieri hanno eseguito due decreti di perquisizione, personale e locale, a carico di G.V. 30enne dimorante a Montecchio Emilia e A.V. 26enne  dimorante a Crotone, (entrambi figli di Palmo cl. ‘62, detenuto per associazione mafiosa e altro sempre nell’ambito del procedimento “Aemilia”).

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i soggetti in questione hanno posto in essere condotte elusive in tema di amministrazione giudiziaria di beni sequestrati, con l’aggravante di aver agevolato l’organizzazione di matrice ‘ndranghetista, attiva sul territorio emiliano e collegata alla cosca “Grande Aracri” di Cutro.

Le indagini hanno infatti documentato come queste persone, da un lato, abbiano continuato ad incassare somme non dovute, in pagamento di fatture emesse da terzi, sottraendole all’amministrazione giudiziaria di un’azienda, già sottoposta a sequestro sia penale, sia a seguito di misura di prevenzione, e, dall’altro, abbiano indebitamente percepito, a vario titolo, le somme corrisposte a pagamento della locazione dai conduttori di un complesso immobiliare ubicato a Montecchio Emilia, egualmente sottoposto a sequestro. Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta una folta documentazione comprovante le responsabilità penali dei 3 indagati.

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