Reggio Emilia, 30 ottobre 2020 -  È durata due ore la prima udienza preliminare del processo 'Angeli & Demonì sui presunti affidi illeciti, cominciata stamattina nell'aula bunker del tribunale di Reggio Emilia. Sono 24 gli imputati. È stata un'udienza tecnica nella quale sono state sollevate due eccezioni. La prima presentata dall'avvocato Rossella Ognibene - che difende Federica Anghinolfi, ex dirigente dei servizi sociali dell'Unione val d'Enza - sull'incompletezza del fascicolo delle indagini preliminari condotte dalla pm Valentina Salvi. Su questa il tribunale si è riservato di decidere il prossimo 23 novembre, data alla quale è stato rinviato il processo (dove sarà riunita la posizione di un imputato - oggi temporaneamente stralciata).

image

La seconda eccezione riguarda l'istanza di ricusazione del giudice Dario De Luca presentata dall'avvocato Franco Mazza (che difende la psicologa dell'Ausl, Imelda Bonaretti) secondo cui il giudice in qualche modo aveva pre manifestato la propria convinzione di rinvio a giudizio. Istanza (alla quale si erano associati anche le difese dell'Anghinolfi e l'avvocato Giovanni Tarquini che difende il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti) rigettata contestualmente con la motivazione che si trattava di "un'indicazione ipotetica di una data di rinvio a giudizio meramente eventuale".

Calendarizzata infine anche la terza udienza al 17 dicembre, dove verrà data la parola agli avvocati difensori per discutere la pertinenza delle costituzioni di parte civile. Tra le richieste, il Ministero di Grazia e Giustizia, la Regione Emilia-Romagna, l'Unione dei Comuni della Val d'Enza, oltre ad associazioni varie che tutelano gli interessi dei minori e i singoli familiari delle presunte vittime di abusi. 

Parti civili

Sono circa una trentina le parti offese che, su 48, hanno chiesto di costitursi parte civile nel processo legato all'inchiesta "Angeli e demoni" sui presunti affidi illeciti di minori in provincia di Reggio Emilia. Tra i principali soggetti compaiono il ministero della Giustizia, la Regione Emilia-Romagna, l'Unione dei Comuni della Val d'Enza,
l'Ausl di Reggio Emilia e i Comuni di Reggio e Montecchio. Delle famiglie che avevano denunciato l'ingiusto allontanamento dei propri figli, una decina in tutto, un paio avrebbero invece rinunciato a chiedere i danni.

Gli imputati 

Tra gli imputati-chiave, spiccano Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza, lo psicoterapeuta Claudio Foti del centro ‘Hansel e Gretel’ di Torino e la moglie Nadia Bolognini. Contro i 24 per i quali il pm ha chiesto il rinvio a giudizio, puntano il dito le 48 parti offese, tra cui la famiglia di Alice, nata dalla relazione da un giovane con disturbi psichici e una minorenne. 

La piccola ha sempre vissuto nella casa dei nonni in Val d’Enza, quando in una psicologa indagata si è insinuato il dubbio che avesse subito abusi sessuali dal nuovo compagno della madre: secondo la Procura avrebbe falsificato un disegno della bambina tratteggiando un palpeggiamento per dimostrare il suo teorema. 

E tanto sarebbe bastato perché i servizi sociali portassero via all’improvviso la bambina dalla casa dei nonni, che insieme ai genitori hanno ingaggiato una battaglia legale culminata nella restituzione della bambina. "La spasmodica ricerca di una logica e l’enorme dolore ci ha fatto vivere quei giorni in modo surreale - dice la famiglia assistita dagli avvocati Patrizia Pizzetti e Nicola Termanini -. Ora affronteremo questo momento con una certa serenità, sperando che i responsabili siano riconosciuti, mentre noi dobbiamo ancora rimediare ai danni". 

L’inchiesta e i numeri record

Angeli e Demoni ha scoperchiato un presunto business illecito legato al mondo degli affidi. Più di cento sono i capi d’imputazione, 155 i testimoni citati dall’accusa, 48 le parti offese, fra cui l’Unione dei Comuni Val D’Enza, i Comuni di Gattatico e Montecchio, il Ministero della Giustizia e la Regione Emilia Romagna.

Indagati eccellenti

C’è il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, ma al centro dell’inchiesta figurano Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi minori ritenuta assieme agli psicoterapeuti Claudio Foti e Nadia Bolognini e all’assistente sociale Francesco Monopoli, al vertice del presunto sistema illecito.