Il vicepremier Matteo Salvini è intervenuto ancora nel caso degli affidi illeciti
Il vicepremier Matteo Salvini è intervenuto ancora nel caso degli affidi illeciti

Reggio Emilia, 4 luglio 2019 - Ci sarà molto rapidamente una commissione di inchiesta sulle case famiglia: l'hanno deciso le commissioni riunite del Senato, su proposta della Lega. Bene, non possiamo più aspettare. Dalle parole ai fatti. E conto di essere presto in provincia di Reggio Emilia dove è successo un caso allucinante che non può e non deve ripetersi". Lo dice il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

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Intanto il Guardasigilli intende fare approfondimenti sulla vicenda dei presunti affidi illeciti di minori in Val d’Enza, caso che sta scuotendo il Paese. Per questo motivo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha inviato ieri gli ispettori – guidati dal capo dell’ufficio Andrea Nocera – dapprima nel tribunale dei minori di Bologna, poi in Procura a Reggio. Il ministro, rispondendo a un’interrogazione del deputato di FI Benedetta Fiorini, ha dichiarato che dai primi accertamenti investigativi, se sarà confermato l’esito, emergerebbe «un’inquietante rete criminosa ordita ai danni di malcapitati minorenni, sottoposti a veri e propri trattamenti coattivi, ricorrendo anche a dispositivi a impulsi elettromagnetici».

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Tuttavia, ha proseguito il ministro, «le questioni investono solo in parte lo spettro delle competenze del Ministero. In concreto i magistrati ricevono periodicamente relazioni sulla situazione dei minori dati in affidamento. Le competenze del Ministero sono quelle di verificare che i magistrati facciano il loro lavoro come si deve: è per questo motivo che gli ispettori del mio Ministero sono andati a Bologna e a Reggio per verificare la correttezza dell’operato giudiziario in sede di affidamento dei minori. Quel che possiamo fare e che stiamo già ipotizzando è di incrociare tutti i dati che arrivano dai diversi uffici giudiziari, per verificare in maniera più stringente l’andamento della situazione degli affidi di minori nei territori e individuare prima e meglio le criticità».

Bonafede ha spiegato di non voler entrare nel merito dell’inchiesta: «La magistratura proseguirà in piena autonomia e indipendenza. Ma voglio chiarire che questo governo ha ristabilito il principio della certezza della pena come principio cardine e inderogabile, a maggior ragione quando sono coinvolti minori». Nella discussione è intervenuto anche Galeazzo Bignami, deputato e coordinatore in regione di FI: «È una vergogna che il sindaco sia ancora lì nonostante gli arresti e che il Pd non abbia speso una parola per le vittime degli abusi ma solo per il sindaco». Giuseppe Spadaro, presidente del tribunale dei minori di Bologna, così ha commentato la visita degli ispettori: «Sono particolarmente soddisfatto perché così abbiamo potuto dimostrare la correttezza dell’operato del tribunale e dei miei giudici». Ringrazia Bonafede: «È un atto dovuto, ma anche un segnale di attenzione nei confronti di una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e gli stessi giudici minorili, che in quest’inchiesta Sono da considerare parte offesa».

Un grazie, da Spadaro, anche al procuratore capo reggiano Marco Mescolini e al pm titolare dell’inchiesta Valentina Salvi «per la collaborazione subito prestata al tribunale dei minori per rivalutare immediatamente i procedimenti civili oggetto dell’indagine giudiziaria».

Anche a Reggio l’arrivo degli emissari del Ministero nel primo pomeriggio in Procura, dove hanno chiesto informazioni senza dare luogo un’ispezione, si è svolto in un clima di massima collaborazione e serenità da parte del procuratore capo Mescolini che li ha accolti.

AGGIORNAMENTO "Nessun atto di indagine è stato acquisito dall'ispettore in Procura", Lo chiarisce il procuratore capo di Reggio Emilia Marco Mescolini.  Il 3 luglio, su impulso del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, un ispettore è stato inviato alla Procura reggiana e al tribunale per i minorenni di Bologna.