Il professor Davide Giardina è portavoce di «Priorità alla scuola«
Il professor Davide Giardina è portavoce di «Priorità alla scuola«
di Maya Menozzi Un pomeriggio soleggiato, l’aria calda, le grida felici dei bambini che giocano intorno come unico sottofondo. Il clima perfetto, insomma, per una lezione all’aperto. Una scena quasi bucolica, che ricorda in un qualche modo il Decameron di Boccaccio, con la differenza di essere ambientata al Campo Tocci di Reggio nel 2021. Su proposta di Davide Giardina, professore al liceo Ariosto-Spallanzani e portavoce del comitato Priorità alla scuola, il parco ha visto riunirsi verso le 16 di ieri una decina di persone, per una lezione del tutto particolare. Partendo dalle pagine de ‘La Costituzione...

di Maya Menozzi

Un pomeriggio soleggiato, l’aria calda, le grida felici dei bambini che giocano intorno come unico sottofondo.

Il clima perfetto, insomma, per una lezione all’aperto.

Una scena quasi bucolica, che ricorda in un qualche modo il Decameron di Boccaccio, con la differenza di essere ambientata al Campo Tocci di Reggio nel 2021.

Su proposta di Davide Giardina, professore al liceo Ariosto-Spallanzani e portavoce del comitato Priorità alla scuola, il parco ha visto riunirsi verso le 16 di ieri una decina di persone, per una lezione del tutto particolare.

Partendo dalle pagine de ‘La Costituzione e la Bellezza’ di Vittorio Sgarbi e Michele Ainis, Giardina ha portato avanti un dibattito aperto riguardante i primi articoli della legge fondamentale italiana, soffermandosi in particolare sul diritto all’istruzione e sul concetto di cultura.

"Nonostante questo incontro fosse elencato fra le manifestazioni nazionali di Priorità alla scuola del 31 marzo, è tutt’altra cosa – ha spiegato il professore - L’abbiamo inserita tra le date perché vorremmo che questo fosse l’ultimo giorno di didattica a distanza. Venerdì pomeriggio ci sarà il presidio vero e proprio in piazza, ma qui ho preferito andare oltre".

E perché parlare proprio di Costituzione?

"Non è mai tardi per discutere di diritti e doveri, soprattutto di questi tempi – ha continuato Giardina - All’aperto poi c’è dialogo e si può fare dibattito, cose che la didattica a distanza sta spazzando via".

Tra gli interlocutori di quella classe improvvisata, un’insegnante di francese, studenti delle superiori, universitari e qualche genitore.

"Ho deciso di partecipare a questa lezione perché lo scambio di opinioni può essere uno stimolo, cosa che la didattica a distanza ci sta togliendo. Manca la possibilità di tornare a ragionare ed esprimerci – ha raccontato una ragazza, studentessa al liceo Spallanzani - Spero che il ritorno a scuola dei più piccoli possa essere un ulteriore slancio anche per noi, una speranza in più di rientrare in presenza. Al momento sono più ottimista perché stiamo ottenendo dei risultati e le cose, anche grazie agli studi in corso, si stanno svelando per quello che sono. Forse è anche per questo che più persone firmano lettere e petizioni contro la Dad".

Man mano che trascorreva la lezione, alcuni passanti, incuriositi dalla voce calma del professore, si sono avvicinati in silenzio per ascoltare.

"Io sono qui perché sono al primo anno di università e non ho mai messo piede in facoltà, se non per ritirare il tesserino a settembre. La didattica a distanza non mi stimola – ha spiegato invece Martino Gallinari - Tra studenti universitari, è complicato mobilitarsi a vicenda perché oggettivamente non ci conosciamo, un aspetto molto limitante. Dopo la prima manifestazione a gennaio, Vecchi aveva ricevuto una piccola delegazione alla quale ho partecipato anche io".

"E mi sono sentito dire – conclude – che, proprio in quanto universitari, siamo l’ultima ruota del carro. Le piazze si sono riempite quando hanno chiuso le elementari, ma il tema culturale riguarda tutti".