Al setaccio il furgone alla ricerca del dna: manca il movente

Chand e Sufyan Muhammad, pachistani residenti a Prato, si avvalgono del diritto di non rispondere in tribunale per l'omicidio di Harpal Singh. I due erano collaboratori della vittima, ma il movente resta ancora sconosciuto. L'autopsia rivela una brutalità e un accanimento che escludono una semplice rapina. La procura ha disposto accertamenti per trovare tracce di DNA nel furgone di Singh. La ruggine pregressa potrebbe essere la chiave per comprendere l'omicidio.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Chand Muhammad, 30 anni, e Sufyan Muhammad, 22 anni, entrambi pachistani, di fronte al gip di Torino che doveva convalidare il fermo per l’omicidio di Harpal Singh. I due pachistani, che gravitano nella zona di Prato da anni, sono in carcere nel capoluogo piemontese ma la procura di Prato ha già chiesto che vengano trasferiti. Ai due sono stati trovati 4mila euro in contanti (con tutta probabilità presi a Singh dopo l’aggressione) e il cellulare della vittima. Non ci sono dubbi che siano i killer ma resta da capire il movente. Non si può parlare di una semplice rapina degenerata. Vittima e carnefici si conoscevano in quanto Singh, che di lavoro faceva l’autotrasportatore e portava gli abiti dai pronto moda cinesi di Prato in Europa, si avvaleva della collaborazione dei due quando veniva a ritirare la merce in città. I pachistani lo aiutavano come facchini. Quella sera, però, qualcosa è andato storto. Diverbio per motivi economici? I pachistani volevano essere pagati di più? Gli unici che potranno chiarirlo sono solo i due arrestati. Quando sono stati fermati sul treno hanno provato a difendersi sostenendo che c’erano altre persone con loro. Circostanza smentita dal video che ha ripreso la scena. La procura ha già disposto accertamenti nel vano del furgone di Singh in cui si è consumata la mattanza. Decisive saranno le tracce di dna. L’autopsia ha chiarito che Singh è stato ucciso con tre coltellate fatali: alla testa, al fianco e alla gamba che ha reciso la femorale. Ma l’esame autoptico ha evidenziato un’altra serie di coltellate, quasi 20: si sono accaniti sulla vittima. La brutalità non può essere ricondotta a una semplice rapina: c’era ruggine pregressa.

Laura Natoli