Andrea Radighieri, morto nel sonno a 29 anni
Andrea Radighieri, morto nel sonno a 29 anni

Reggio Emilia, 29 ottobre 2020 - "Era un amico di tutti, disponibile, generoso, altruista, che sapeva mettersi al servizio degli altri. Non mi sembra vero che non ci sia più. Aveva tanti progetti, amava la vita". E’ il commento di uno dei tantissimi amici di Andrea Radighieri, il medico reggiano stroncato a soli 29 anni di età da un malore improvviso.

E’ stato il padre, l’altra mattina, a scoprire quanto era successo. Non vedendo scendere il figlio, verso le 9,30 ha deciso di andare a chiamarlo in camera. E ha scoperto che era privo di vita. Immediato l’allarme ai soccorsi, arrivati all’abitazione di via Ruggero Ruggeri a Reggio, laterale di via Terrachini, in pochi minuti con ambulanza e personale medico. Ma per Andrea non c’è stato nulla da fare.

Le cause del decesso risultano naturali, ma l’autorità sanitaria ha disposto l’esecuzione dell’autopsia per chiarire l’esatta natura del malore fatale.
Andrea Radighieri era un giovane e valente medico. Era in grado di valutare eventuali sintomi o situazioni sospette della propria salute.
Il corpo è stato trasferito dall’agenzia Reverberi alla Medicina legale di Modena, in attesa dell’autopsia. Poi sarà possibile fissare il funerale, che si svolgerà nella chiesa di Sant’Antonio, alla Rosta Nuova, prima della tumulazione nel cimitero di San Maurizio.

Andrea Radighieri lascia nel lutto il padre Giuseppe, medico in pensione, la madre Silvia, il fratello Giovanni e la sorella Elena, medico.
Il dottor Radighieri aveva studiato al liceo Spallanzani per poi laurearsi brillantemente in Medicina, all’Università di Modena e Reggio. Negli ultimi anni aveva lavorato come sostituto nella medicina di base a Scandiano e pure a Brescello, ricoprendo per quattro mesi una sede vacante e facendosi apprezzare per grande impegno e capacità professionali.

"Aveva lavorato alla nostra Casa della Salute – ricorda la dottoressa Carmen De Vito, medico di base a Brescello – tra fine 2019 e le prime settimane del 2020. Poi aveva lasciato l’incarico in quanto puntava a una specializzazione. Si era messo in evidenza per le sue capacità. Un bravo ragazzo e un bravo professionista. La sua scomparsa ci addolora moltissimo". Con l’arrivo della seconda ondata di contagi, era intenzionato a mettersi a disposizione come medico volontario nel contrasto al Covid-19.

Era appassionato di musica (bassista nel gruppo dei Jest di Reggio), era pure capo scout nell’Agesci, amante dello sport e del basket. A fine marzo era stato invitato come relatore a parlare di "Etica e formazione del medico", in un convegno organizzato alla sala convegni del Core, al Santa Maria Nuova di Reggio.