Arriva lo ’stop’ ai centri commerciali "Chi vuole aprire lo farà in centro"

L’assessore Pratissoli: "È stato un errore delocalizzare fuori dall’esagono"

Arriva lo ’stop’ ai centri commerciali  "Chi vuole aprire lo farà in centro"
Arriva lo ’stop’ ai centri commerciali "Chi vuole aprire lo farà in centro"

"Per il Pug, il centro storico è una priorità assoluta". Parlando di futuro della città, il pensiero va necessariamente all’esagono vista la desertificazione dei negozi negli ultimi anni. L’assessore Pratissoli ha chiara la situazione: "Dal punto di vista edilizio è il quartiere più dinamico di Reggio. Negli ultimi 7 anni ha ospitato circa 2mila interventi, il 15% in più di tutti gli altri quartieri. Però è anche quello con la percentuale di sfitto più alta e mentre nei primi dieci anni del Duemila la città cresceva del 20% di residenza, lì il tasso era solo del 2%. L’impoverimento commerciale è evidente, il centro è anche il quartiere che ha risentito di più della pandemia e il problema non è solo reggiano".

Il Piano urbanistico annuncia misure molto rigide per favorire l’esagono: "Così come per la rigenerazione urbana non si permette di costruire del nuovo fuori, per il commercio non si concede più del nuovo fuori. Con il Pug si cancellano 145mila metri quadrati di superficie di vendita previsti dai piani precedenti e si esclude la possibilità di realizzare nuovi centri commerciali extraurbani. Non vengono più introdotte grandi superfici di vendita, assumendo anche una consapevolezza: ci sono più contenitori vuoti che contenuti realmente in grado di riqualificarli portando un vero valore aggiunto. Siccome il centro è una priorità assoluta, quei pochi contenuti privati devono essere portati in centro storico. L’errore commesso in passato è stato quello di trasferire all’esterno delle funzioni". Lo dice partendo da progetti passati e ’suggestioni’ future: "Sul PalaBigi tiriamo una riga, abbiamo fatto bene a mantenerlo in centro così come a portare gli studenti nel seminario. Ci sono vari contenitori del genere, gli ’ex’: Aci, carceri di San Tommaso, monte San Michele, intendenza di finanza, Opg. Devono attrarre delle funzioni e il pug cosa fa? Semplifica in maniera esagerata le regole. Se intervieni fallo, a intervento edilizio diretto. Adesso la differenza la faranno i rapporti col privato".

Per l’area agricola di Gavassa, il sindaco è tranciante: "Silk Faw per noi non esiste più". Il Pug non parla specificamente della zona stazione, ma Vecchi sottolinea gli investimenti: "L’area ha attratto 25 milioni di risorse pubbliche e presto inizieranno i lavori per portare lì il comando della Polizia locale".

Tommaso Vezzani