Il sindaco Luca Vecchi ieri mattina al presidio davanti alla Camera del Lavoro
Il sindaco Luca Vecchi ieri mattina al presidio davanti alla Camera del Lavoro

Reggio Emilia, 11 ottobre 2021 - Cent’anni sono passati dall’assalto dell’aprile del 1921 alla Camera del Lavoro di Reggio, che si trovava in via Farini. Furono le squadracce fasciste a dar fuoco alla sede della Cgil di allora. E quasi per destino, 100 anni dopo la Cgil si trova di nuovo sotto attacco da movimenti neo-fascisti.
Sono stati identificati anche parecchi reggiani tra i manifestanti che sabato hanno sfilato per il centro di Roma, con il pretesto della manifestazione anti-Green pass, finiti poi per assaltare la sede del sindacato nella Capitale. Durante i servizi preventivi alla manifestazione, ha spiegato la questura di Roma, sono stati intercettati ed identificati 600 manifestanti provenienti da Reggio Emilia, Padova, Mantova, Brescia, Verona, Torino, Milano, Bergamo, Pesaro Ancona, Firenze, Trieste, Bolzano, Modena, Treviso, Rovereto ed Arezzo. E controllati 56 minivan e 5 pullman e numerose moto.

E’ stata una notte di tensione quella che hanno vissuto gli iscritti alla Cgil reggiana: uno sparuto gruppo si è presentato già sabato sera in sede per aprire qualche ufficio e oraganizzare un presidio. La mattina alle 9 poi qualche decina di bandiere del sindacato sono comparse davanti alla sede di via Roma. Con loro era presente anche il sindaco Luca Vecchi, oltre al consigliere regionale Andrea Costa e alla parlamentare Antonella Incerti. Tantissimi sono stati i messaggi di solidarietà arrivate da associazioni, autorità e semplici cittadini.

Il segretario della Cgil reggiana Cristian Sesena ha preso la parola davanti ai manifestanti e ha detto: "Quello che è successo ieri è un atto gravissimo che porta le lancette dell’orologio indietro di 100 anni quando nel 1921 il primo segnale di eversione fu l’assalto alle Camere del Lavoro. Chi in questi anni ha dato copertura ideologica politica a questi movimenti neo-fascisti deve essere chiamato a rendere conto. E’ figlio di un’epoca che non ha ancora fatto i conti con il fascismo. Il problema non va rimosso, ma affrontato. E quindi chiediamo che certe organizzazioni vengano sciolte definitivamente. Noi siamo il sindacato dei lavoratori, siamo la carne viva della società e siamo qua a difendere il patrimonio di valori e di ideali, tra cui l’antifascismo, che ci rappresenta. Anche a partire da sabato prossimo con la manifestazione contro i rigurgiti fascisti, andremo per ribadire che il fascismo deve sparire dall’Italia. Il modo migliore per dire chi siamo e da che parte stiamo penso sia cantare Bella Ciao". E così è partito il coro.




Nel frattempo, sempre da sinistra parte un nuovo appello per uno sciopero generale. Le sigle sindacali autonome e molte formazioni politiche di sinistra-sinistra, stamattina organizzeranno una serie di cortei in tutta la regione per manifestare contro il green-pass. " A quasi due anni dall’inizio della pandemia è ormai chiaro che l’emergenza infinita rappresenta per il governo la scusa perfetta per continuare l’attacco ai diritti sociali e civili che prosegue da decenni, teso a far pagare il costo della crisi a cittadini e lavoratori – scrivono in un appello – In questo contesto, il green pass è il punto d’arrivo di politiche di privatizzazione, delocalizzazione, attacco al lavoro e ai diritti individuali e collettivi. Domattina (oggi per chi legge; ndr ) saremo a Bologna, per la manifestazione regionale convocata dai sindacati di base. Ci saremo con ancora più fermezza dopo l’attacco di ieri alla Cgil, che dimostra come anche oggi come ieri, il potere cerchi di difendere se stesso e le proprie politiche sfruttando chi semina guerra tra poveri. Per questo lunedì mattina saremo in piazza con i sindacati di base e la sera in una manifestazione per le vie di Reggio Emilia. E per questo ci aspettiamo lunedì e nei giorni a venire di trovare il sindacato nelle piazze, con noi. Per il lavoro, la dignità, i diritti di tutte e tutti".