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17 lug 2022
17 lug 2022

Autismo, un luminare a Rubiera

Lo studioso Douglas Greer è la figura più autorevole al mondo. Visita alla ’Scuola delle stelle’

17 lug 2022
Il professor Douglas Greer con alcuni bambini. Lo studioso era a Rubiera nei giorni scorsi
Il professor Douglas Greer con alcuni bambini. Lo studioso era a Rubiera nei giorni scorsi
Il professor Douglas Greer con alcuni bambini. Lo studioso era a Rubiera nei giorni scorsi
Il professor Douglas Greer con alcuni bambini. Lo studioso era a Rubiera nei giorni scorsi
Il professor Douglas Greer con alcuni bambini. Lo studioso era a Rubiera nei giorni scorsi
Il professor Douglas Greer con alcuni bambini. Lo studioso era a Rubiera nei giorni scorsi

Nove ore e quaranta minuti di volo sopra l’oceano Atlantico per raggiungere la ’Scuola delle Stelle’ di Rubiera, un centro per formare e sperimentare nuove terapie abilitative per bambini con autismo o multidisabilità, fondata dalla sassolese Elisa Galanti, psicologa e dottore di ricerca in psicologia dell’educazione, fondatrice e membro anche dell’associazione Errepiù Aps, e dalla rubierese Fabiola Casarini, psicologa, analista del comportamento, e pioniera in Italia del metodo Aba. Questo è il lungo viaggio di Douglas Greer, lo studioso americano più autorevole al mondo nel settore del trattamento educativo per l’autismo. In questa storia non si parla di magia ma solo di scienza, eppure quello che viene raccontato sembra un vero e proprio incantesimo. "Il professore Greer ha potuto conoscere la prima generazione di bambini a cui a due anni è stato diagnosticato l’autismo e che a sette anni scendevano sotto il parametro limite previsto per tale diagnosi" spiega Elisa Galanti, ancora tanto emozionata per l’incontro con il luminare. "Grazie a Fabiola, che è un’allieva del professore Greer – illustra Galanti – e all’associazione ‘Errepiù Aps’ siamo riusciti a mostrargli ciò che svolgiamo, perché la nostra scuola rappresenta una replicazione sistematica di ciò che lui insegna". Di autismo si conosce sempre troppo poco perché un po’ manca la cultura e un po’ perché resta un mistero per la scienza. Nel mezzo, ci sono i genitori che spesso si trovano fra i vari trattamenti e le diverse indicazioni. "Durante l’incontro – continua la fondatrice – abbiamo lasciato spazio alle famiglie di esporre al luminare tutti i loro dubbi, ci sembrava fondamentale". Elisa e Fabiola, attraverso l’applicazione del modello Aba al contesto scolastico, ovvero all’analisi applicata del comportamento, si occupano di aumentare le competenze dei bimbi (dai 18 mesi agli 11 anni) in tutti i repertori di sviluppo: "Gli insegniamo a guardarsi negli occhi, a comunicare con noi, a giocare con gli altri e a stare assieme". Nel riferire le parole del professore l’emozione segna le parole di Elisa: "Ha confessato che il lavoro che svolgiamo è tra i migliori al mondo ed ha consigliato ai professionisti che formiano di restare in Italia per portare avanti questi studi. Ci onora". Ma la concreta testimonianza della loro efficacia nel trattare l’autismo sono i bimbi, in particolare una bambina che ha iniziato ‘l’intervento’ precocemente: "Ha consegnato al professore una lettera che aveva scritto – racconta la donna– , gli ha detto una frase in inglese e poi l’ha ringraziato". Studiosi e genitori avevano le lacrime agli occhi, i bambini sorridevano.

Ylenia Rocco

© Riproduzione riservata

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