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8 mag 2022

Auto prese di mira al cimitero: "Ora basta"

La segnalazione di una cittadina: "Il vetro dell’auto di mia madre spaccato due volte nell’arco di sei mesi, serve un sistema di sicurezza"

di Giulia Beneventi

"È la seconda volta che succede, la prima non avevamo denunciato nulla, ma adesso basta". Le immagini qui riportare ritraggono l’auto della madre di Giorgia Iotti a cui ieri, di nuovo, è stato disintegrato un finestrino davanti al cimitero di Coviolo. Un atto vandalico che si è ripetuto a distanza di non molto tempo dal precedente.

La dinamica è sempre la stessa: nel momento in cui la proprietaria si allontana per fare visita al marito, l’auto viene presa di mira e al ritorno i vetri del finestrino ricoprono l’asfalto sotto e i seggiolini interni della vettura.

"La prima volta è successo neanche sei mesi fa – racconta la signora Iotti –. Nella macchina poi non hanno trovato nulla, ma resta un danno da riparare e comunque la rabbia, perché sarebbe evitabile con un sistema di controllo migliore".

L’arma migliore al momento è, appunto, quella di denunciare: "Quindi se a qualcuno dovesse capitare la stessa cosa – aggiunge – invito a farlo presente alle autorità. Noi stesse sei mesi fa abbiamo preferito non denunciare nulla, ma non c’è altro modo per arrivare a una soluzione". Le ragioni che portano la situazione a essere non più sopportabile sono diverse: "Intanto per mettere a posto un finestrino possono servire anche dai 200 ai 400 euro – precisa Iotti –. Parliamo poi di una signora di 78 anni: sono preoccupata per lei e la sua sicurezza. Io stessa quando passo al cimitero ho paura: non c’è mai nessuno e se qualcuno volesse aggredirmi potrebbe farlo tranquillamente senza dare nell’occhio".

La zona dove si ferma la signora tra l’altro è abbastanza isolata già di suo: "Io dico che mettendo delle telecamere di sicurezza, almeno, si potrebbe avere un minimo di deterrente – considera –. Anche quelli della portineria, che non possono prendere iniziative di questo tipo perché spetta all’Amministrazione, ammettono che certi episodi avvengono spesso. Non è più accettabile".

"Si pensa e si dice che Reggio è una città sicura – conclude – ma non è così e questi fatti lo dimostrano. Spero che il messaggio arrivi a chi di competenza, perché davvero non se ne può più".

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