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17 mag 2022

Bacchettata all’Unione dal Difensore civico

"Ai consiglieri vanno dati i documenti richiesti, non si possono negare per privacy"

17 mag 2022

Importante decisione del Difensore Civico regionale che ha dato ragione al consigliere dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza Alberto Iotti (nella foto) al quale era stata negata della documentazione con la motivazione della privacy.

A ribaltare questa decisione è stato proprio il Difensore Civico che, con il suo intervento, ha sancito il diritto di ogni consigliere ad avere tutta la documentazione necessaria per svolgere il proprio compito.

"Questa vicenda presenta aspetti paradossali, nonostante le dichiarazioni pubbliche del presidente dell’unione e sindaco di Gattatico Luca Ronzoni sulla trasparenza e apertura al confronto -si legge in una nota del capogruppo della lista Alternativa Civica per S.Ilario e Calerno –. Il 17 febbraio ho rivolto una interrogazione al Consiglio dell’Unione Val d’Enza inerente la Polizia Municipale.

Nel rispondere alla mia richiesta, durante lo svolgimento del consiglio, il vice Presidente nonchè attuale sindaco di Campegine Germano Artioli ha parlato di un parere formulato dagli uffici in merito ai provvedimenti disciplinari di sospensione eo licenziamento.

Quindi ho chiesto di potere avere copia di questo parere, considerando che le amministrazioni parlano con gli atti e non con le dichiarazioni pure e semplici". Dopo una nuova richiesta e dopo oltre 60 giorni oltre ogni termine di legge, il Segretario Generale dell’Unione ha comunicato a Iotti che: " il diritto del consigliere comunale non deve ritenersi assoluto e incondizionato: pertanto, dato che i documenti richiesti contenevano dati sensibili e giudiziari, avrebbe chiesto ai dipendenti interessati il permesso di potermi inviare gli atti richiesti".

"Stupito da questa risposta, a mio avviso non motivata e lesiva delle mie prerogative di consigliere, - spiega il consigliere di minoranza dell’Unione- ho inviato un’istanza al Difensore Civico regionale, con il quale il Consiglio dell’Unione non più tardi di qualche mese fa si è convenzionato, perché esaminasse la questione e rilasciasse un parere in merito".

E la risposta del Difensore Civico non si è fatta attendere affermando che il diritto di accesso agli atti del consigliere è più ampio di quello riservato al cittadino e che "tale maggiore ampiezza di legittimazione è riconosciuta in ragione del particolare munus espletato dal consigliere comunale, affinchè questi possa valutare con piena cognizione di causa la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione, onde potere esprimere un giudizio consapevole sulle questioni di competenza della stessa amministrazione".

In secondo luogo, anche in questo caso contraddicendo il parere dell’Unione, ha fatto presente che "l’accesso dei consiglieri comunali non e` limitato strettamente alle materie di competenza del consiglio ma deve essere valutato con riferimento al munus publicum del consigliere".

In conclusione, il Difensore Civico ha imposto all’Unione di consentire l’accesso agli atti al consigliere Iotti.

"Mi auguro - conclude Iotti - che si metta fine a questa vicenda che ha assunto dei toni surreali e che il presidente Ronzoni dia seguito alla mia richiesta, suffragata dall’autorevole parere del Difensore Civico regionale".

Nina Reverberi

© Riproduzione riservata

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