Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti
Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti

Reggio Emilia, 4 dicembre 2019 - Andrea Carletti torna in libertà e dopo l'interevento del prefetto di Reggio Emilia, Maria Grazia Forte che aveva detto a chiare lettere che sarebbe potuto tornare a fare il sindaco lui torna a parlare. "Ho appreso da poco la decisione del prefetto. Nei prossimi giorni, con la dovuta cautela, con la dovuta gradualità, riprenderò un cammino interrotto il 27 di giugno. Questo lo devo innanzitutto a chi a maggio mi ha rinnovato la fiducia".

Queste le sue prime parole dopo che la Cassazione ha revocato l’obbligo di dimora nei confronti del primo cittadino Pd di Bibbiano indagato per lo scandalo ‘Angeli e Demoni” sul presunto sistema di affidi illeciti di minori scoppiato in val d’Enza. "Andrea Carletti - aveva detto il Prefetto - tecnicamente sarebbe potuto ritornare a esercitare le sue funzioni già il 20 settembre scorso, quando  gli sono stati revocati gli arresti domiciliari" ma avendo il Riesame applicato l'obbligo di dimora ed essendo lui residente ad Albinea (cioè in un altro Comune) di fatto non poteva mettere piede in sede.

Una sospensione, quella dal suo incarico disposta dal Prefetto, che dopo la decisione della Suprema Corte, cade automaticamente senza bisogno di ulteriori atti o revoche prefettizie. E Carletti ha quindi deciso di continuare a indossare la fascia tricolore. 

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"E' stata dura, durissima reggere un clima così pesante, così violento, è stata una sofferenza incredibile vedere ogni giorno gli attacchi indegni di un paese civile nei confronti dei Bibbianesi, della comunità di Bibbiano - ha detto il primo cittadino - 27 giugno-3 dicembre 2019: un periodo che difficilmente dimenticherò, durante il quale ho toccato da vicino il significato vero, profondo della parola libertà. Il giorno dopo una delle tante serate trascorse in Comune vieni svegliato, e in poche ore, dalle Alpi alla Sicilia diventi il mostro, l'orco di Bibbiano". 

"La tua pagina Facebook improvvisamente - continua Carletti - viene sommersa da insulti e minacce di morte rivolte non solo a te ma
alla tua famiglia, a tuo figlio.
Insulti e minacce di morte che riempiono anche le pagine social di 'autorevoli' figure istituzionali a livello nazionale". 

"Il procuratore Mescolini il giorno dopo, in occasione della conferenza stampa, ha chiarito la mia posizione, ma la verità ha interessato poche persone. Ormai la macchina del fango era partita: un mix di falsità, odio, ignoranza, ipocrisia con tanti obiettivi ma non sicuramente quello della verità e del bene dei minori". Insomma "dopo pochi giorni la sentenza di condanna era già stata emessa: i vili barbari del web chiedevano 'in nome del popolo' il pubblico linciaggio degli indagati, sindaco in testa, se poi il sindaco è del Pd ancora meglio".

"Conosco Andrea da molto tempo - è stato il commento invece del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi -  e il primo sentimento che ho avvertito è umano prima ancora che politico. Un sentimento molto positivo e di felicità per lui, che si affianca a quella solidarietà e a quella vicinanza che non è mai mancata. Penso che Andrea abbia vissuto in questi mesi un momento molto complicato della sua vita".  Per quanto riguarda le inchieste, ha proseguito Vecchi, "ho sempre un approccio molto equilibrato e razionale perché penso che un approccio garantista imponga questo tipo di atteggiamento di fiducia nella magistratura e nella giustizia, in senso lato, di fare uscire una verità. Quindi mantengo questa posizione, occorre molta prudenza e razionalità anche se oggi per Andrea Carletti è una giornata sicuramente molto importante". 

"La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica. Ma oggi c'è una altra domanda. Chi chiederà scusa ad Andrea Carletti e alle persone messe alla gogna ingiustamente? - così il segretario Pd su Facebook, Nicola Zingaretti -. La giustizia sta facendo chiarezza e ha tutto il nostro sostegno. A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi!".  

"Credo che qualcuno dovrebbe farsi qualche domanda dopo quello che la Cassazione ha decretato ieri". Questo il commento del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini -. Non l'ho sentito, ma non mi sono mai permesso di commentare le sentenze perché in un paese civile si rispettano e non si commentano".