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17 apr 2022

Botte e rapina, la bulla finisce in galera

Sei anni fa l’aggressione a una minorenne presa a calci e pugni in stazione e poi derubata. L’ordine di carcerazione eseguito dai carabinieri

17 apr 2022
La violenta aggressione, con calci e pugni, era avvenuta alla stazione di Bagnolo
La violenta aggressione, con calci e pugni, era avvenuta alla stazione di Bagnolo
La violenta aggressione, con calci e pugni, era avvenuta alla stazione di Bagnolo
La violenta aggressione, con calci e pugni, era avvenuta alla stazione di Bagnolo
La violenta aggressione, con calci e pugni, era avvenuta alla stazione di Bagnolo
La violenta aggressione, con calci e pugni, era avvenuta alla stazione di Bagnolo

Finisce con l’arresto della persona condannata, il grave episodio accaduto nell’estate di sei anni fa nei pressi della stazione ferroviaria di Bagnolo, vittima una studentessa all’epoca minorenne, presa di mira da una neo diciottenne e da due sue amiche, con un atto di puro bullismo. La vittima era stata afferrata per i capelli, gettata a terra, colpita con calci e pugni in stazione, dove era in attesa del treno. La minorenne era stata pure rapinata del portafogli con documenti e 50 euro. Le amiche della diciottenne avevano partecipato come "spettatrici divertite". Poi la fuga verso casa, dove la vittima aveva raccontato l’accaduto ai genitori, portata in ospedale per medicare contusioni guaribili in alcuni giorni e dirigersi alla caserma dei carabinieri di Bagnolo, per sporgere querela.

Grazie a soprannomi e dati reperiti sui social, i carabinieri erano risaliti all’autrice del violento bullismo con rapina, denunciata e poi condannata nel giugno dello scorso anno a tre anni e due mesi di reclusione. La ragazza, ora 24enne, vi è vista confermare la sentenza lo scorso ottobre e ora l’ufficio esecuzioni penali della Procura ha emesso l’ordine di carcerazione, eseguito dai carabinieri di Novellara, dove la giovane è stata rintracciata, nell’abitazione dei genitori.

La vittima era stata bersaglio di atti di bullismo ad opera delle tre ragazze, due delle quali ancora minorenni, finite al centro dell’indagine. Pare che le angherie durassero da tempo e neppure l’intervento del padre della vittima aveva risolto il problema. La vittima non conosceva direttamente le tre indagate, ma grazie anche ai soprannomi che usavano nei rispettivi profili social, i carabinieri del maresciallo Domenico Cafeo erano risaliti alle tre presunte autrici del bullismo.

Antonio Lecci

© Riproduzione riservata

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