L'ex sindaco Marcello Coffrini
L'ex sindaco Marcello Coffrini
Brescello (Reggio Emilia), 28 giugno 2017 – L’ex sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, “incandidabile a ognuna delle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali”. Il tribunale di Reggio – giudici Annamaria Casadonte, Luisa Poppi e Virgilio Notari – ha accolto il ricorso del Ministero dell’Interno, che chiedeva l’incandidabilità di Coffrini per un turno elettorale. Riemergono i noti casi della gestione dell’ex casa cantoniera, presunti abusi edilizi e appalti. “Si ritiene che le scelte politico-amministrative cui ha partecipato il sindaco Coffrini abbiano reso permeabile all’ndragheta il settore nevralgico dell’amministrazione come territorio, urbanistica, appalti e risorse. E’ plausibile ritenere la mancanza del necessario distacco tra Coffrini e gli esponenti della cosca ndranghetista di Brescello”. Abbiamo raccolto un commento del diretto interessato.
Avvocato Marcello Coffrini, cosa pensa della sua incandidatura?
Rispetto per la magistratura, ma me l’aspettavo, in linea con il clima di pregiudizio nei miei confronti, evidentemente per tagliarmi fuori dalla competizione elettorale.
Ma vuole candidarsi?
Assolutamente no, malgrado molti brescellesi continuino a chiedermi la mia disponibilità in tal senso. Sono stanco di essere ingiustamente accusato di situazioni e vicende assurde, che, anche a solo livello logico, non si possono minimamente ricollegare alla mia persona ed al mio ruolo.
Si spieghi…
La decisione del tribunale reinterpreta la relazione della commissione d’indagine. Mi sono attribuiti fatti di urbanistica di anni in cui ero assessore alla cultura. Mi vengono attribuiti fatti specifici, qualificandomi come sindaco, quando sindaco non ero. Così proseguendo, mi permetta la battuta, rischio di essere accusato per la… piena del Po del 1951.
Come si sente?
Un bersaglio, un vero e proprio capro espiatorio, nel senso che appare di tutta evidenza come passi il messaggio che attaccando e mettendo fuori combattimento Coffrini la legalità regnerà sovrana. Se avessi le responsabilità che mi attribuiscono sarei da tempo in carcere. In realtà non sono mai nemmeno stato indagato, né sentito in merito a nulla, nè lo sarò in futuro.
E ora?
Certamente ricorrerò in appello, poi, in caso negativo, andrò in Corte di Cassazione, perché anche per me ci sarà pure qualcuno che voglia davvero valutare le cose in modo imparziale e oggettivo. Sono stati travalicati sia gli elementi contenuti nella relazione ministeriale, sia quelli delle richieste della stessa Avvocatura di Stato. In ogni caso, in attesa della decisione del Consiglio di Stato, non smetterò certamente di combattere, per me, per la mia famiglia e per il mio paese