Bullismo
Bullismo

Reggio Emilia, 22 giugno 2019 - Vittima di bullismo nella prima parte dell’anno scolastico, un ragazzo delle scuole medie di un comune della Bassa Reggiana ha reagito a questa situazione distaccandosi dallo studio, tanto da vedersi negata la promozione alla classe successiva. La bocciatura non sembra in discussione a osservare i voti ottenuti durante gran parte dell’anno scolastico. Ma i familiari del ragazzo hanno deciso di presentare ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, contro il provvedimento di bocciatura, avviando un’istanza di riesame contro la non ammissione dello studente alla classe successiva. «Gli episodi di bullismo nei suoi confronti – racconta la madre al Carlino – sono iniziati all’avvio dell’anno scolastico: percosse, danneggiamento di materiale scolastico e del vestiario, merendine nascoste, offese… Una volta è stato perfino spinto dalle scale, ma di fronte alle ferite ci aveva raccontato di essere inciampato da solo. Solo tempo dopo abbiamo saputo la verità».

Il giovane ha reagito con sbalzi d’umore, perdita di motivazione allo studio, aggressività immotivata… Poi, dopo le insistenze dei familiari, il ragazzo ha finalmente spiegato il motivo del suo disagio psicologico. «Secondo noi – aggiunge la madre – l’aspetto più grave di questa vicenda è che mio figlio ha fatto capire che gli episodi di bullismo avvenivano nell’indifferenza degli insegnanti, i quali pare sapessero quanto accadeva».

La svolta è avvenuta dopo il colloquio dei familiari del giovane con il dirigente scolastico. «Dobbiamo dare atto al dirigente – dice ancora la madre – che dopo il colloquio i casi di bullismo sono terminati, ma non ci risultano provvedimenti nei confronti dei bulli e neppure degli insegnanti che non erano intervenuti. Mio figlio appariva provato a livello interiore, ha perso ogni motivazione allo studio, trascurando quasi del tutto gli impegni scolastici, con conseguente calo del rendimento. Ma gli insegnanti cosa hanno fatto? Invece di personalizzare la didattica e rendere gli obiettivi scolastici alla sua portata, avrebbero assistito passivamente al declino scolastico del ragazzo, fino alla fine dell’anno scolastico, quando, in sede di scrutinio finale, è stata decretata la non ammissione alla classe successiva».

Prima di concludere: «Noi lo abbiamo saputo da una lettera arrivata una decina di giorni prima dello scrutinio. Secondo noi si poteva fare di più per il nostro ragazzo, il cui comportamento è stato condizionato da fattori esterni, come gli episodi di bullismo di cui è rimasto vittima all’inizio dell’anno scolastico. La scuola poteva e doveva fare di più per lui. Il bullismo è una piaga gravissima e va combattuto non solo con parole e incontri, ma anche in modo concreto».