Buoni spesa, a Reggio e provincia spetteranno circa 2,8 milioni
Buoni spesa, a Reggio e provincia spetteranno circa 2,8 milioni

Reggio Emilia, 31 marzo 2020 - Già ieri sono arrivate decine di telefonate ai Comuni reggiani per chiedere come fare ad ottenere gli aiuti che il Governo ha promesso. Ossìa i famosi 400 milioni destinati agli ottomila Comuni d’Italia, per finanziare la ‘solidarietà alimentare’ – quindi persone e famiglie in difficoltà – sottoforma di buoni spesa. "Chiariamo subito – ci tiene a evidenziare il presidente della Provincia, nonché primo cittadino di Castellarano, Giorgio Zanni – che i soldi non sono ancora arrivati e quindi invito la gente a non telefonare. La seconda è che non si tratta di soldi contanti, ma di buoni spesa".

Leggi anche Buoni spesa: cerca il tuo Comune / PDF  Pregliasco: "Picco vicino" - La cura a domicilio  Lo studio: "Ecco quando si azzereranno i contagi"

Zanni ieri pomeriggio ha indetto una riunione (ovviamente telematica) coi sindaci del territorio proprio per affrontare la gestione e le modalità di erogazione dei buoni secondo il decreto che "è arrivato fisicamente oggi (ieri, ndr ) tra le nostre mani", spiega il numero uno di Palazzo Allende.

Ogni municipio può agire individualmente, ma si sono gettate le basi per individuare linee guida comuni per tutti, in modo da non creare una situazione a macchia di leopardo. "I fondi verranno trasferiti dal Ministero ai Comuni entro fine settimana. Nel frattempo stiamo stabilendo i criteri per le assegnazioni coinvolgendo i servizi sociali e quindi le Unioni dei Comuni in modo da essere rapidi e pronti all’erogazione".

Il primo step è quello di individuare la platea. Ossìa i beneficiari dei buoni spesa. Una cosa certa è che la ripartizione non sarà stabilita seguendo l’Isee che dovrebbe essere ricalcolato (in questo momento di emergenza non si può attendere che ciò avvenga) e inoltre non rispecchierebbe la situazione attuale, perché la certificazione si rifà all’ultima dichiarazione dei redditi e c’è chi magari al momento della compilazione non si trovava in difficoltà, mentre oggi sì.

I sindaci così stanno mettendo a punto i requisiti per ottenere il sostegno alimentare. "Dobbiamo fare una ricognizione tra coloro che già ottengono dei benefici per fare una prima scrematura – illustra Zanni – Chi per esempio percepisce già il reddito di cittadinanza non potrà avere i buoni. Così come chi riceve già un sostegno in termini di altri sussidi da parte del Comune di residenza". Di conseguenza ogni Comune dovrà stringere convenzioni con gli esercizi commerciali della zona. È bene quindi precisare che i buoni si potranno spendere solamente nei punti vendita autorizzati. L’altra questione riguarda la distribuzione dei buoni. Il decreto dice che ci si può appoggiare a enti di terzo settore.

«Sarà la parte sulla quale ogni Comune avrà libertà di scelta perché ogni territorio è diverso e ha associazioni che sono attrezzate per farlo o meno", spiega Zanni. Ad esempio a Reggio la Caritas potrebbe rappresentare un canale privilegiato, mentre più difficoltoso sarebbe farlo in Appennino dove i municipi hanno un rapporto più diretto coi cittadini. Un’ulteriore domanda è: quanto sarà l’importo di ogni buono? Anche su questo i Comuni stanno lavorando. "Occorre definire il taglio di ogni buono. Chi ha una famiglia a carico avrà ovviamente un credito più alto, poi molto dipenderà anche se una persona è diso ccupata, cassaintegrata o una partita Iva. I servizi sociali valuteranno comunque caso per caso dopo aver verificato lo stato reale di necessità", questo l’indirizzo abbozzato da Zanni.

Sul tavolo inoltre c’è anche una proposta avanzata da alcuni sindaci che vede la possibilità di erogare i buoni caricandoli sulla tessera sanitaria che potrebbe essere utilizzata come una sorta di bancomat. "L’idea è stupenda e tecnologicamente avanzata – chiosa il presidente della Provincia – Ma qui subentrerebbe la Regione e dobbiamo capire se è fattibile, la stiamo studiando. Dobbiamo cercare di snellire i passaggi burocratici per un’erogazione immediata".

Infine le tempistiche. "A metà settimana saremmo in grado di aver definito i requisiti e dunque di aprire i termini affinché i cittadini possano fare domanda. E se nel weekend arrivano i fondi dello Stato, credo che a partire dalla prossima settimana saremo in grado di dare già risposte concrete cominciando a distribuire i buoni", conclude Zanni.