Claudio Iotti
Claudio Iotti

Reggio Emilia, 13 agosto 2019 - «Non me lo spiego proprio. Mio marito non era un incosciente e neppure un esaltato sulle due ruote. Anzi, era esperto e prudente». Patrizia piange e non si dà pace per la tragedia di domenica pomeriggio sulla Fondovalle Tresinaro, all’altezza di Onfiano di Carpineti, dove il suo Claudio Iotti, 60 anni compiuti a maggio, è morto in sella alla sua moto, in un incidente stradale.

Uno scontro frontale con l’auto di un giovane 28enne di Casalgrande. Erano le 19,20 quando Claudio stava viaggiando in direzione Carpineti sulla Sp98, ma all’improvviso lo schianto con una Kia Rio bianca. Un impatto devastante con l’uomo che è stato sbalzato sulla strada. Troppo gravi le ferite e per lui non c’è stato nulla da fare. «Non capisco perché andasse in quella direzione, perché stava tornando a casa e avrebbe dovuto viaggiare verso Reggio – continua la moglie Patrizia Morgotti, dipendente comunale a Reggio – C’è qualcosa che non mi torna. E anche i carabinieri stanno cercando di accertare la dinamica perché dai rilievi le manovre sono poco chiare. E poi se guardo le foto, la macchina non mi sembra nemmeno così ammaccata…».

Un perché a cui aggrapparsi. È questo che almeno vuole la famiglia distrutta. Un perché che purtroppo non basterà a riavere Claudio.

Era un programmatore informatico e aveva una società, la Siar, con la quale lavorava in proprio. Ma soprattutto un grande appassionato di moto. E della sua inseparabile Ducati Supersport 750 che compare in tantissime fotografie di Facebook. Sulla sua stessa pagina, proprio domenica pomeriggio prima della tragedia, aveva pubblicato una foto del suo bolide al passo Scalucchia, sul nostro Appennino. A pensare a quello che è successo poche ore dopo, vengono i brividi. Come possono cambiare il destino e la vita in pochi chilometri. Claudio ogni volta che aveva un momento libero, specialmente nel weekend, partiva e andava. E spesso dietro di lui, a tenergli compagnia, portava a turno i tre figli.

Specialmente la più piccola, Teresa, 24 anni che ieri ha pubblicato orgogliosa la foto del profilo facebook assieme al papà. Ma anche la moglie Patrizia e gli altri due figli, Alessio, 28 anni e dipendente all’Elettric80 di Viano e la più grande, Eleonora, 30 anni, ricercatrice universitaria a Parma.

Tantissimi sono stati i commenti e i pensieri lasciati dagli amici sui social di Claudio. «Un dolore straziante», scrive lo scrittore e giornalista, Piergiorgio Paterlini che lo conosceva. Ma anche tanti motociclisti o appartenente a gruppi di centauri che hanno condiviso gite, passeggiate o anche solo scambi di consigli virtuali sul mondo dei motori con Claudio. «Mi mancherai. Addio compagno motociclista, cavalcheremo di nuovo insieme», lo ricorda Mauro Camassa. E un pensiero arriva anche dalla nota pagina ‘Basketime’ che Claudio frequentava da appassionato di pallacanestro. «Era uno dei commentatori più lucidi e brillanti», lo ricordano. Abbracci virtuali che alla famiglia hanno fatto piacere, anche solo per alleviare per un attimo il dolore: «Ringraziamo tutti per la vicinanza in questo momento difficile», rispondono Patrizia e i suoi tre ragazzi.