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4 mag 2022

"Conosce bene Reggio e l’ufficio"

Paci arriverà a 1 anno e mezzo dall’allontanamento di Mescolini, accusato in un esposto da 4 pm

Marco Mescolini riconobbe di aver posticipato le perquisizioni in Comune a elezioni finite per non turbare il clima elettorale
Marco Mescolini riconobbe di aver posticipato le perquisizioni in Comune a elezioni finite per non turbare il clima elettorale
Marco Mescolini riconobbe di aver posticipato le perquisizioni in Comune a elezioni finite per non turbare il clima elettorale

"Paci ha elaborato articolate proposte organizzative per l’ufficio che aspira a dirigere, contenute in un documento che rivela sicura conoscenza dell’attuale assetto organizzativo della procura di Reggio e della realtà delinquenziale nel suo territorio di riferimento, notoriamente interessato, nel recente passato, da infiltrazioni della criminalità organizzata e finanziaria".

È uno dei passaggi della relazione del consigliere del Csm Antonio D’Amato alla base della proposta avanzata al plenum del Csm di nominare Calogero Gaetano Paci alla guida della procura reggiana, vacante da oltre un anno. Situazione che nasce da un terremoto avvenuto nella giustizia reggiana: ovvero da un intreccio tra il caso Palamara - l’ex magistrato romano che piazzava nomi di favoriti in procure e tribunali grazie a logiche di corrente - la politica e gli equilibri all’interno della Procura reggiana. Nel maggio 2020 il Carlino pubblicò in anteprima le chat tra il giudice reggiano Gianluigi Morlini, ora sospeso dalla professione per un anno e mezzo in seguito al caso Palamara (lui ha fatto ricorso), e l’ex togato romano.

Morlini si diceva "pressatissimo" da Mescolini per la sua ratifica come capo della Procura di Reggio. Dopo la pubblicazione delle chat, il procuratore aveva convocato i pm reggiani: "Giuro sui miei figli di non conoscere quasi Palamara". Ma poi erano uscite anche le chat tra Mescolini e Palamara, in cui parlavano della nomina nella procura reggiana, poi avvenuta nel luglio 2018. Si scatena una campagna stampa, in cui anche Giovanni Paolo Bernini, politico di Forza Italia prosciolto nel processo di ‘ndrangheta ‘Aemilia’, in cui Mescolini era stato pm della Dda, parla di "indagini risparmiate a esponenti del Pd". Quattro pm reggiane - Isabella Chiesi, Maria Rita Pantani, Valentina Salvi e Giulia Stignani - inviano un esposto al Csm.

Nell’inchiesta sui bandi pubblici del Comune di Reggio, dicono che il procuratore ha voluto posticipare le perquisizioni a dopo il ballottaggio. Su ‘Angeli e demoni’, parlano di avvisi di fine indagini da lui posticipati per non inviarli nel gennaio 2020, mese del voto regionale. Il Csm decide l’anno scorso incompatibilità ambientale per Mescolini, trasferito a Firenze come pm: lui ha presentato ricorso al Tar. Le conseguenze del caso travolsero anche l’Ordine degli avvocati reggiani, conn dimissioni a raffica nel dicembre 2020, in polemica con l’allora presidente Celestina Tinelli, che decadde, fatto a cui seguirono un commissariamento dell’ente e poi nuove elezioni.

al.cod.

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