Alcuni agenti della polizia municipale durante un controllo (Foto Artioli)
Alcuni agenti della polizia municipale durante un controllo (Foto Artioli)

Reggio Emilia, 10 dicembre 2019 - «Gli studenti ricevono delle soffiate dai professori o dai presidi», su quando ci saranno controlli antidroga delle forze dell’ordine a scuola «perché ne hanno un ritorno: se quel giorno si trova poca droga e non se ne trova, risulta che hanno una scuola pulita». Frasi choc pronunciate, ieri pomeriggio in Sala del Tricolore, da Matteo Braghiroli, il più giovane consigliere comunale di Reggio, eletto tra le fila del Pd. Parole che hanno sollevato il putiferio nell’ambito della discussione di una mozione presentata dal collega di partito, Dario De Lucia sul progetto ‘Scuole Sicure’, ossìa il protocollo siglato lo scorso ottobre tra Comune, istituti superiori, Prefettura e Questura, sul contrasto all’uso degli stupefacenti tra i giovani, con risorse ministeriali dedicate.

Ai voti c’era la proposta – poi approvata dalla maggioranza – di ricalibrare i fondi, destinando ulteriori 45mila euro (15mila all’anno per i tre anni di durata dell’iniziativa) sui 61mila complessivi disponibili, a lavoro di prevenzione da affiancare ai blitz nelle scuole coi cani antidroga. Ma quando il 20enne Dem ha aperto il microfono, si è scatenata la bufera da parte dell’opposizione di centrodestra. Il consigliere di Forza Italia, nonché avvocato, Claudio Bassi ha rinunciato a votare la mozione chiedendo al sindaco Luca Vecchi di denunciare alle autorità competenti quanto appreso da Braghiroli. Quest’ultimo però ha tentato di correggere il tiro: «Nella mia scuola, il liceo Moro, di cui sono stato rappresentante di istituto, non ci sono state azioni repressive. Io sto riportando quello che hanno detto i rappresentanti di altri istituti».

Le polemiche sono continuate anche una volta terminata la seduta. «Eravamo trenta persone in Sala del Tricolore e c’è la diretta streaming che può provarlo: Matteo ha riportato vari casi ed esperienze di giovani suoi coetanei. Gli stessi consiglieri di opposizione del MoVimento 5Stelle e Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica, hanno preso le sue difese rispetto alle uscite fuoriluogo e da campagna elettorale di Lega e Forza Italia. Braghiroli è uno dei consiglieri più attivi di questa legislatura; l’atteggiamento rivolto a Matteo è tipico del nonnismo da caserma e non porta nulla alla discussione per il bene della città», hanno detto Dario De Lucia (il quale ha aggiunto la sua soddisfazione per l’approvazione del documento di cui era primo firmatario, che bilancia l’attività in sicurezza), assieme ai consiglieri Paolo Burani (lista civica Immagina Reggio), Fabiana Montanari (Pd) e Giacomo Benassi (+Europa).

Proprio quest’ultimo, due settimane fa, sempre in Consiglio, aveva detto in merito all’opportunità di avere un cane antidroga operativo tutti i giorni per la polizia locale: «Con quella sequestrata oggi non ci si fa nemmeno un party…». Infine, a distanza di qualche ora, lo stesso Braghiroli ha voluto puntualizzare: «La mia dichiarazione è stata strumentalizzata dalla destra e decontestualizzata da un discorso più ampio. Il compito di noi consiglieri comunali è stare sul campo, ho ri portato conversazioni e storie di alcuni giovani interpellati sul tema che è serio e nessuno lo nega. Molti sono intimoriti dai cani anche se non usano sostanze. Il mio obiettivo era sottolineare che la sola repressione non è sufficiente, ma che è necessario affiancare opere di prevenzione nelle scuole. Non era certo mia intenzione, e non solo per il ruolo che ricopro, non riconoscere l’enorme lavoro che ogni giorno insegnanti e presidi fanno dentro le nostre scuole».