Giangabriele Scarafile (nel riquadro) ucciso a 47 anni dal Coronavirus
Giangabriele Scarafile (nel riquadro) ucciso a 47 anni dal Coronavirus

Reggio Emilia, 29 marzo 2020 - Il terribile Coronavirus non fa sconti a nessuno, neppure a un giovane 47enne pieno di vita. Giangabriele Scarafile è morto venerdì sera al Sant’Orsola di Bologna dove era stato trasferito in condizioni disperate martedì dalla rianimazione del Santa Maria di Reggio.

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Si era ammalato due settimane fa. Subito sembrava una normale influenza con un po’ di tosse. Ma il tampone non ha perdonato: positivo al Covid-19 e pian piano, nonostante non avesse patologie pregresse se non alcuni problemi di sovrappeso, Giangabriele Scarafile si è aggravato.

Originario di Latiano, provincia di Brindisi, si era trasferito per lavoro in Emilia da oltre 15 anni. Era un abile tecnico informatico, assunto dalla Cedacri di Collecchio (Parma), ma abitava – da solo (non aveva famiglia) - a Reggio perché ogni giorno metteva al servizio del Credem la sua esperienza e bravura. Ma era conosciutissimo anche nel mondo ambientale dove nei ritagli di tempo faceva la guardia ecologica volontaria, specie nel weekend, da grande amante di natura, animali e mare. Una persona d’oro come raccontano tutti.

Un lutto che ha colpito la comunità reggiana che lo aveva ‘adottato’ e chi lo conosceva bene. Come il collega Mauro Catellani: "Era una persona estremamente buona, aveva quella bontà d’animo rara da trovare. Era sempre allegro e simpatico. Dal 2007, da quando ci lavoravo assieme, non l’ho mai visto una volta arrabbiato. Non è retorica, ma è la realtà. Era molto disponibile, aiutava tutti. Lavorava come un matto, anche 12 ore al giorno perché gli piaceva ciò che faceva. Aveva passione, ma anche un grande cuore. Nel tempo libero faceva la guardia ecologica, adorava gli animali. Davvero una gran persona che ci mancherà tanto".

Anche Alessandro Aragona che lo vedeva in filiale sul luogo di lavoro e anima di Fratelli d’Italia lo ricorda con affetto: "Un giovane che era venuto dal Sud per costruire a Reggio la propria vita. Un bravo collega. Sono senza parole". La famiglia di Giangabriele ha espresso la volontà di portare nelle prossime ore la salma in Puglia, la sua terra, anche se bisognerà capire se questo sarà consentito dal decreto governativo che prevede, in caso di decesso da Covid-19, di cremare il corpo entro 24/48 ore dal decesso.

Il piccolo paesino di Latiano è rimasto sconvolto dalla sua morte. Anche il sindaco Mino Maiorano ha voluto ricordarlo: "Ti ricorderemo per sempre come uno dei nostri figli caduti in questa maledetta guerra mondiale. Quando tutto sarà finito realizzeremo una targa in tua memoria che possa ricordare nel tempo il tuo sfortunato destino. Un grande abbraccio e riposa in pace".