Coronavirus, tampone drive in
Coronavirus, tampone drive in

Reggio Emilia, 24 maggio 2020 - Aveva fatto il tampone per sicurezza, in quanto aveva registrato alcuni lievi sintomi. Ma invece che aspettare l’esito, era partito per Cagliari, dove puntualmente il giorno dopo era arrivata la chiamata dell’Ausl reggiana: positivo al Coronavirus.

L’ha combinata grossa il 64enne reggiano, dipendente di un’azienda che fa manutenzione di apparecchi nel settore alimentare, che è stato trovato positivo a Cagliari giovedì sera, e che ha fatto scattare l’inevitabile quarantena per circa una quarantina di persone. L’uomo al momento è asintomatico, e i medici dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, dov’è attualmente ospitato, hanno ribadito come il virus sia in fase discendente. Le indiscrezioni sono state riportate da L’Unione Sarda .

Il 64enne è arrivato nel capoluogo mercoledì. Ha trascorso l’intera giornata e parte di quella successiva senza sapere nulla, fino alla chiamata dell’Ausl reggiana, nell’annunciare l’esito di un tampone fatto prima di partire.

Il dipendente è venuto a contatto con sole due persone all’interno dell’hotel in cui era ospite, e altre 10 nello stabilimento dell’azienda in cui era andato a fare manutenzione. Ma verosimilmente saranno messi in quarantena anche i compagni di viaggio sull’aereo che lo ha portato nell’isola, così come si sta cercando di ricostruire dove sia stato esattamente dal suo arrivo in città. Motivo per cui, a fronte delle 12 persone attualmente in quarantena, il numero è inevitabilmente destinato a crescere.

Per il 64enne inoltre è emerso un secondo problema. I sintomi avrebbero previsto un isolamento domiciliare, ma nessuno era disposto a correre il rischio di ospitare il reggiano; pertanto - almeno fino al doppio tampone negativo - rimarrà al Santissima Trinità, pur non avendo un quadro clinico che richieda fortunatamente alcun tipo di ricovero.

Intanto in Sardegna si riaccende la polemica. Il governatore Christian Solinas è intenzionato a cambiare l’attuale normativa (due settimane di isolamento all’arrivo, escluso per comprovate esigenze lavorative, come nel caso del reggiano) con un semplice ’passaporto sanitario’: l’obiettivo è favorire il turismo estivo, ma lo scontro è aperto.