Di Covid si muore ancora. Ha resistito ad una guerra mondiale. A 102 anni di vita. Ma la pandemia non ha lasciato scampo ad una donna ultracentenaria residente a Reggio. È l’unica vittima che si registra, in Emilia-Romagna, nel bollettino di ieri diramato dalla Regione. Si tratta della 1.298esima morte nel Reggiano a causa del letale Coronavirus, il 432esimo decesso nel capoluogo. Per il secondo giorno di seguito il triste primato è della nostra provincia per quanto riguarda i decessi, dopo quello di martedì di una 89enne di Rubiera, sempre unico in regione. Ma ieri il territorio reggiano, da quanto...

Di Covid si muore ancora. Ha resistito ad una guerra mondiale. A 102 anni di vita. Ma la pandemia non ha lasciato scampo ad una donna ultracentenaria residente a Reggio. È l’unica vittima che si registra, in Emilia-Romagna, nel bollettino di ieri diramato dalla Regione. Si tratta della 1.298esima morte nel Reggiano a causa del letale Coronavirus, il 432esimo decesso nel capoluogo. Per il secondo giorno di seguito il triste primato è della nostra provincia per quanto riguarda i decessi, dopo quello di martedì di una 89enne di Rubiera, sempre unico in regione.

Ma ieri il territorio reggiano, da quanto emerge dai dati forniti dalle Ausl, ha un altro record negativo: il più alto tasso di nuovi casi positivi. Sono ben 74 quelli rilevati (rispetto ai 42 della più grande Bologna e ai 63 dell’affollata Rimini d’estate). Di questi, 40 sono residenti in città.

A confermare l’incidenza, come spiegato anche dai vertici dell’azienda sanitaria locale in questi giorni, che gli assembramenti relativi ai caroselli durante i festeggiamenti per il trionfo della Nazionale agli Europei (ma anche il rientro di qualche vacanziero negligente), ha sortito come previsto effetti spiacevoli. A riprova vi è l’età media dei nuovi positivi che si attesta sui 31,7 anni e il fatto che 54 dei 74 casi reggiani sono riconducibili, appunto, a focolai già noti.

E un’ulteriore conferma che la situazione stia sfuggendo di mano arriva dall’impietoso confronto con un anno fa, in un periodo dove i vaccini ancora non erano stati attivati: nella nostra provincia, il 20 luglio 2020 i nuovi casi si attestavano a due, mentre il giorno successivo erano solo tre. Segno che le varianti Covid preoccupano e contagiano molto di più, anche d’estate.

Certo bisogna anche dire che dei 74 nuovi contagiati reggiani la quasi totalità (71) sono in isolamento domiciliare, mentre il 95,2% dei casi attivi in regione è in isolamento a casa. Così come la percentuale dei positivi in Emilia-Romagna si attesta sul risibile 1,7% (324 nuovi casi) rispetto ai tamponi effettuati ieri (18.622). Ma i medici continuano a predicare, giustamente, attenzione. Non si scherza.

Lo testimonia il ricovero di qualche giorno fa di un 17enne a Reggio: benché sia in miglioramento, è ancora in terapia intensiva all’ospedale Santa Maria Nuova. L’unico al momento in Rianimazione a causa del Covid. Mentre due sono i ricoverati in terapia non intensiva, mentre 49 sono in osservazione e isolamento negli alberghi o strutture sanitarie della nostra provincia riservate ai trattamenti di cura per la pandemia.

Per non vanificare gli sforzi di un anno e mezzo a questa parte, tra lockdown e rigide restrizioni, ma anche per calmierare gli effetti di eventuali altri contagi causa varianti-Covid, continua la campagna vaccinale. Martedì nel Reggiano sono state vaccinate 5.960 persone, mentre ieri nel pomeriggio il totale era fermo a 3.459 (di cui una trentina di dosi Johnson&Johnson somministrate agli over 65 di Guastalla ancora non vaccinati, convinti grazie al camper vaccinale nei mercati della provincia).

dan. p.