Crescono del 19,7% rispetto ad aprile le assunzioni, con un +640 che porterà il totale di maggio a 3.890 nuovi contratti. E di pari passo anche l’industria reggiana, che nel primo trimestre 2021 (rispetto all’anno scorso) ha fatto registrare un +9%. In una parola, ripresa. E’ quanto emerge da un doppio studio rispettivamente di Camera di Commercio e Unindustria, per quanto riguarda l’andamento dell’economia in provincia in questa seconda, difficile ripresa post Covid. L’ufficio studi di piazza della Vittoria ha analizzato la...

Crescono del 19,7% rispetto ad aprile le assunzioni, con un +640 che porterà il totale di maggio a 3.890 nuovi contratti. E di pari passo anche l’industria reggiana, che nel primo trimestre 2021 (rispetto all’anno scorso) ha fatto registrare un +9%. In una parola, ripresa.

E’ quanto emerge da un doppio studio rispettivamente di Camera di Commercio e Unindustria, per quanto riguarda l’andamento dell’economia in provincia in questa seconda, difficile ripresa post Covid. L’ufficio studi di piazza della Vittoria ha analizzato la situazione occupazionale. Rispetto all’epoca pre Coronavirus, quindi il 2019, il confronto rimane ancora negativo. Ma i segnali di ripartenza ci sono, considerando che nel trimestre maggio-luglio, nel complesso, la Camera di Commercio prevede 11.750 nuovi contratti. Buone notizie soprattutto per i giovani: la quota di assunzioni destinate agli ‘under 30’, rispetto ad aprile, cresce di cinque punti percentuali attestandosi a Reggio sul 29,3%, rispetto al 27,8% nazionale. Per alcune professioni, come manifatturiero, servizi turistici e commercio, si supera abbondantemente il 40%. Relativamente alle aree di inserimento aziendale dei nuovi assunti, la produzione di beni eo l’erogazione di servizi si concentra il 46,4% delle entrate; merito soprattutto del servizio di alloggio e ristorazione, con la stima di 580 contratti per cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici solo a maggio. A seguire, con una percentuale del 17,4%, l’area tecnica e della progettazione. Il 15,1% è destinato all’area commerciale e della vendita, mentre il 10% sarà per la logistica; di minor incidenza le aree amministrativa (7,2%) e direzione e servizi generali (3,9%). Come emerge dalla Camera di Commercio, anche il settore manifatturiero si sta riprendendo.

E la conferma arriva direttamente da Unindustria, come ribadisce il vicepresidente Mauro Macchiaverna: "I segnali sono incoraggianti. L’accelerazione del manifatturiero è spiegabile anche attraverso i progressi della campagna vaccinale, e ci attendiamo una ulteriore spinta dagli stati europei e le riforme collegate. Qualche preoccupazione in più per il forte rincaro delle materie prime a livello globale invece che potrebbero compromettere la velocità della ripartenza". Sensazioni positive confermate anche dagli imprenditori: il 62,5% delle aziende campione, nel confronto il primo trimestre 2021 rispetto a quello dell’anno scorso, ha fatto registrare una crescita, il 25% è stabile, e solo il 12,5% dichiara di essere in recessione. In miglioramento anche le prospettive di vendita tra aprile e giugno: il 45% stima un netto segno positivo, a fronte di un 7,5% che prevede un calo.

ste.c.