(Segue dalla prima) Con queste condizioni il medico mi ha spiegato la linea guida: devo fare il test privatamente perché bisogna lasciare la priorità a chi ha avuto sintomi e sta male, ragionamento che trovo corretto. Ho chiamato i vari centri sanitari privati per sapere il costo del tampone, si va dai cento ai centocinquanta euro tranne per una sola struttura, che lo propone a ottantacinque. Farlo con l’Ausl sarebbe costato 7,4 euro ma il...

(Segue dalla prima) Con queste condizioni il medico mi ha spiegato la linea guida: devo fare il test privatamente perché bisogna lasciare la priorità a chi ha avuto sintomi e sta male, ragionamento che trovo corretto. Ho chiamato i vari centri sanitari privati per sapere il costo del tampone, si va dai cento ai centocinquanta euro tranne per una sola struttura, che lo propone a ottantacinque. Farlo con l’Ausl sarebbe costato 7,4 euro ma il medico di base non può prescrivere il tampone orofaringeo. Io ho due famigliari stretti che se prendono il virus per la loro condizione di salute sono soggetti a rischio, per essere più chiari se prendono il Covid hanno altissime possibilità di morire.

Quindi il dilemma è rischiare o pagare 170 euro per me e la mia compagna per stare sicuri. Alla fine pagherò ma per me quella questa somma vuol dire un mese di bollette luce, gas, acqua più telefono e internet. E quindi ho pensato a quante persone precarie come me, a famiglie che vengono da mesi di cassa integrazione e non possono permettersi il tampone privatamente ma non hanno i requisiti per farlo con il pubblico. Quindi di conseguenza dovranno vivere con l’ansia quando andranno a trovare i famigliari anziani o malati.

Da qui il punto. La sanità privata, a differenza di quella pubblica, offre un servizio a mercato per trarne profitto, penso sia però necessario mettere delle garanzie per il cittadino. Prima di tutto va potenziato il servizio pubblico che garantisce prezzi migliori al cittadino. Poi, se questo non bastasse, lavorando in sinergia con il privato. Propongo un buon esempio: La Regione Toscana da fine giugno ha dato la possibilità ai suoi cittadini di svolgere il test senza situazioni di emergenza pagando il ticket in un laboratorio privato o in una struttura pubblica, in ogni caso il costo massimo non può superare ottanta euro. E da ieri nei porti di Livorno e Piombino il tampone potrà essere effettuato gratuitamente. Una possibilità che nei prossimi giorni sarà estesa anche alle stazioni ferroviarie di Firenze, Pisa, Arezzo, Viareggio e Grosseto. L’Emilia-Romagna può fare lo stesso e anche meglio perché il diritto alla salute deve essere garantito a tutti a prescindere dal portafoglio.

Dario De Lucia,

consigliere comunale