Daniele Sansone aveva 35 anni
Daniele Sansone aveva 35 anni

Reggio Emilia, 1 dicembre 2021 - Un ragazzo eccezionale e preparato, solare e salutista, amante dei viaggi e dell’Argentina del "Pibe de oro", che ha dedicato allo sport calcistico e all’educazione delle nuove leve del pallone tutte le sue energie migliori. Così gli amici, i colleghi, i suoi piccoli allievi e i tantissimi conoscenti ricordano il calciatore ed allenatore Daniele Sansone, 35 anni, deceduto nella sua casa di Pieve Modolena nella notte tra domenica e lunedì a soli 35 anni.

All’attività sportiva, aveva affiancato il lavoro di barista nel punto di ristoro della palestra Virgin Active dei Petali. Ignote le cause della morte, tant’è che la salma è "sotto Procura" ed è stata disposta l’autopsia. Gli inquirenti stanno indagando a tutto campo: oltre ad aver ascoltato le persone più vicine a Daniele (tra cui la sorella Roberta, che abitava accanto a lui nella zona dei laghetti), hanno fatto un accurato sopralluogo dell’abitazione.

In un primo tempo si è parlato di un arresto cardiaco ma si starebbero anche valutando le conseguenze di un infortunio apparentemente banale ma gli gli avrebbe provocato un trauma cranico, che la scorsa settimana il ragazzo aveva subìto durante un allenamento della Tecnocasa Cibeno, la storica squadra di calcio a 5 carpigiana affiliata quest’anno al campionato di Serie B. Daniele sarebbe stato visitato nel locale ospedale, e poi dimesso dopo l’applicazione di alcuni punti alla testa.

"Una persona controllata in tutto, che ogni giorno si allenava. Cresciuto a riso, verdure e pollo… Un salutista. Una scomparsa che ci lascia sgomenti", commenta l’amico Ernesto Brescia, allenatore del Calerno. I funerali quasi sicuramente si svolgeranno nella sua città natale, Napoli, dove ancora abitano i genitori Luisa e Francesco, e dove aveva allenato i giovani della Asd Barone Calcio del quartiere di Barra.

Il lutto per questa anomala morte è salita con il passare delle ore, dilagando dal reggiano al modenese fino al Sud. Sansone - pur non avendo spiccato il volo verso le serie maggiori - era stato un giocatore nei settori giovanili del Catanzaro, a Padova, in Toscana, ma anche alla Pratina Celtic Cavriago e sopratutto nel Calerno. Come allenatore è stato il mister di centinaia di bambini e adolescenti reggiani: prima nel Calerno, poi alla Us Fides e nel Real San Prospero di Reggio, quindi alla Us Montecchio con gli under 16. Da due anni gli erano state affidate ben tre formazioni (classi 2006-2010) del vivaio della Virtus Mandrio di Correggio.