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4 mag 2022

"Dava schiaffi e pugni all’anziana madre"

Una donna di 50 anni a processo per maltrattamenti e lesioni. La testimonianza del fratello: "C’erano baruffe continui in casa"

È accusata di aver sottoposto l’anziana madre, che oggi ha 71 anni, a "costanti vessazioni fisiche e psicologiche": sua figlia l’avrebbe picchiata, strattonata con forza e colpita con schiaffi e pugni.

Un giorno, il 17 gennaio 2018, le avrebbe causato una frattura allo sterno, provocandole conseguenze per un mese.

La donna, che oggi ha cinquant’anni ed è disoccupata, è a processo per maltrattamenti e lesioni, reati per i quali il publbico ministero Valentina Salvi aveva chiesto il rinvio a giudizio.

Davanti al giudice Chiara Alberti, in presenza dell’imputata, ieri è stato sentito come testimone il fratello, che abita al piano di sotto: "Mia sorella era nervosa e aggressiva verso nostra madre, che la temeva".

"C’erano litigi continui in casa", ha raccontato l’uomo, per poi rilevare una circostanza dubbia sulla vicenda: "Quando lei subì la frattura, nella denuncia venne data la colpa dell’accaduto a mia sorella, ma poi nostra mamma parlò di un incidente involontario".

"Lei – ha fatto notare – ha sempre vissuto con mia madre, che non ha mai detto di volersi allontanare dalla figlia".

Ieri in aula è stato ascoltato anche un nipote dell’anziana signora: "Ero a casa - ha riferito su quanto accaduto quel giorno - quando mia nonna è scesa dicendo di essere stata aggredita da mia zia. Quest’ultima, poi, ha dato in escandescenze".

Da quanto emerso, l’anziana sarebbe rimasta ferita in seguito a una spinta data dalla figlia, le cui conseguenze sono state refertate nel certificato medico: la donna avrebbe in seguito confermato questa circostanza.

Secondo l’accusa, però, si sarebbero susseguite diverse vessazioni fino al gennaio di quattro anni fa.

"La mia assistita ha sempre vissuto nell’abitazione insieme alla madre", è la circostanza che rileva l’avvocato difensore Alessandra Bonini.

I vicini di casa avrebbero sentito alcune discussioni.

Si proseguirà in dicembre, quando sarà sentito un altro figlio come testimone e poi l’imputata, chiamata a precisare i contorni di quei litigi.

Alessandra Codeluppi

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