Una madre che bacia il figlio
Una madre che bacia il figlio

Reggio Emilia, 14 giugno 2020 - Abbracciare il figlio e dargli un bacio, in tempi di coronavirus, può costare 400 euro. Una mamma si è trovata di fronte ai carabinieri, chiamati dall’educatrice della Cooperativa Dimora di Abramo, che aveva invano tentato di separare la donna dal suo bambino di 9 anni. Di nuovo una storia di un affido familiare contestato, di un piccolo tolto ai genitori, stavolta intrecciato con le norme di sicurezza per contrastare il Covid-19. La mamma, una ragazza madre, si è vista staccare da sè il figlio e ora può vederlo solo un’ora al giorno. Con il lockdown ha potuto fare solo videochiamate. "Avevo detto che avrei accettato l’incontro protetto solo quando avrei potuto toccare il bambino - racconta la donna -. Avevo aspettato tanto, avrei preferito attendere ancora, certo non era possibile vederlo senza poterlo abbracciare". Un primo incontro scorre tranquillo, martedì invece arriva l’abbraccio.

Ma l’educatrice segue le regole legate al coronavirus. Interviene cercando di separare la mamma dal bambino, segnala che le norme dell’emergenza sanitaria impediscono questi contatti. Il presidente della Dimora di Abramo conferma: "Siamo profondamente dispiaciuti di quanto accaduto - dice Luigi Codeluppi -, ma le modalità dell’incontro erano note ed erano state preventivamente concordate e sottoscritte dalla madre". La Cooperativa segnala che non era il primo incontro dopo la fine del lockdown: "Già ce n’era stato un altro con il bambino e alle regole concordate la mamma si era attenuta".

Una versione che contrasta in parte con ciò che racconta la donna: "L’operatrice mi ha salutato ed è andata a prendere il bambino. Lui mi è corso incontro e l’ho abbracciato. L’educatrice ha iniziato a dire che non ci deve essere contatto, che ci vogliono mascherine e distanza di sicurezza, minacciando di interrompere l’incontro e di chiamare i carabinieri. Quello che avevo firmato? Era mesi fa, in questi mesi tutto è cambiato".
Troppo difficile però per la mamma lasciare quell’abbraccio: "Non me la sono sentita di staccarmi, dopo mesi io mio figlio me lo godo tutto. Alla fine sono arrivati i carabinieri. Mi sono sembrati a disagio, imbarazzati a dover multare una mamma per un abbraccio. Gli ho detto che se davano la multa a me, dovevano andare in via Emilia a controllare tutti".

Una multa pesante per la donna: 400 euro che si ridurranno a 280 se saranno pagati entro un mese. Il Coisp (Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia) ha annunciato che pagherà la multa e che per farlo contatterà l’avvocato modenese Elisa Fangareggi, presidente di Time4life, che ha denunciato la vicenda. E’ la stessa associazione che da anni segue la mamma, contestando le modalità con le quali gli è stato tolto il figlio: "In passato si era solo rivolta ai servizi sociali perchè, come ragazza madre, aveva bisogno che qualcuno le tenesse il figlio quando lavorava", dice la Fangareggi. La sua associazione attende insieme alla mamma una perizia, ordinata dal Tribunale dei Minori, per cercare di rimettere in discussione la scelta di staccare il bimbo dalla mamma.