"Mi hanno sequestrato il mezzo per due mesi, e tra multe, ricorsi fatti e non fatti, e danni subiti per non aver potuto lavorare, ho subito in danno da 7 mila euro che non so come mi potrà essere ricompensato". Il 21 luglio, durante un servizio condotto dalla polizia Stradale nella zona della stazione Mediopadana, gli agenti avevano sanzionato un autista titolare di una licenza per il servizio di noleggio con conducente (gli...

"Mi hanno sequestrato il mezzo per due mesi, e tra multe, ricorsi fatti e non fatti, e danni subiti per non aver potuto lavorare, ho subito in danno da 7 mila euro che non so come mi potrà essere ricompensato".

Il 21 luglio, durante un servizio condotto dalla polizia Stradale nella zona della stazione Mediopadana, gli agenti avevano sanzionato un autista titolare di una licenza per il servizio di noleggio con conducente (gli Ncc) per aver offerto un servizio ad un cliente in uscita dalla stazione stessa, senza prenotazione (al di fuori delle regole previste dalla legge).

Questo secondo gli agenti della Stradale, i quali hanno ’verbalizzato’ l’accaduto e applicato le sanzioni previste (sequestro dell’auto di servizio da un minimo di due mesi ad un massimo di otto).

Fu un evento che creò non poche polemiche estive, sulla figura degli Ncc e le regole che presiedono alla loro attività: "Il problema? E’ che mi hanno fermato proprio mentre avevo fatto scendere un cliente ed ero munito della regolare ricevuta e della prenotazione – si accalora l’Ncc sanzionato dalla Stradale, rivolgendosi al Carlino dopo mesi dall’accaduto -. Su di me vi è stato un accanimento, ma la verità è che il mondo degli Ncc rimane una sorta di ‘figlio di un Dio minore’ rispetto ai taxi ed agli altri servizi di trasporto".

"Con il mio legale sto cercando in ogni modo di potermi rivalere di quella che reputo un’ingiustizia. Soprattutto sto cercando di evitare ricadute anche a livello reputazionale. Viviamo di clienti che si fidano del nostro servizio e del nostro lavoro, non li vogliamo perdere. Soprattutto in momento in cui nel nostro campo stiamo annaspando".

Si pensava, in effetti, che con le riaperture il settore potesse ripartire: "Ma neanche per sogno! - sbotta in conclusione ‘il nostro’ – A parte qualche grande industriale che ancora ci fa lavorare, il settore stenta a ripartire. C’è ancora lo smart working e gli aeroporti non sono più frequentati come prima. Ci vuole molto più rispetto per chi come me svolge questa attività da tanti anni ed ha oltre tre milioni di chilometri percorsi sulle strade e autostrade d’Italia e soprattutto per la categoria cui appartengo".