Reggio Emilia, 17 maggio 2019 - Ivo era un uomo, buono, semplice, onesto, generoso che amava la sua famiglia e specialmente i suoi fantastici nipotini. Amava visceralmente la montagna, l’Appennino in particolar modo che però questa volta gli è stato fatale. Albinea, luogo in cui è nato, era la sua comunità e ad essa era molto legato. Ci faceva volontariato e la fotografava da sempre, con il suo sguardo attento al particolare. La moglie, i figli, i nipoti, suo fratello e i famigliari tutti lo ricordano con amore e ringraziano tutta la comunità albinetana e reggiana che ci ha abbracciato con l’affetto che provava per Ivo.

Il ricordo toccante e commovente è scritto dalla mano tremante di dolore di Simone Varini, il figlio dell’escursionista morto. Parole che vengono dal cuore non solo suo, ma anche della sorella Silvia e dalla mamma Carmen, storica cuoca delle scuole elementari. Una famiglia molto conosciuta ad Albinea dove Simone ricopre la carica di presidente della sezione locale Anpi. È stato lui stesso a lanciare l’allarme al 118 e di conseguenza al soccorso alpino mercoledì pomeriggio. E subito si è precipitato in Appennino dove ha seguito da vicino le ricerche, sperando e incrociando le dita per le sorti del padre e del compagno d’avventura. Ieri mattina la gioia per il ritrovamento purtroppo è durata poco. Ma Simone non ha lasciato il papà neppure per un attimo, al suo capezzale in ospedale. 

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«Tutti i mercoledì mattina eravamo a conoscenza che sarebbe andato in montagna – racconta il figlio – Non era uno sprovveduto, anzi. Guardava sempre le condizioni meteo e lo ha fatto anche in questo caso. Evidentemente non ha valutato qualche aspetto o colto qualche segnale. Mi vien da dire che qualche errore deve averlo commesso, ma che abbiano sottovalutato il tempo non riesco a crederlo».

Simone prende fiato. E riprende. «Purtroppo è stata una fatalità. Una di quelle giornate in cui va tutto storto. E se non fosse caduto nel canalone, senza le contusioni che si è procurato, sarebbe riuscito a ripararsi meglio dal freddo e chissà, ora sarebbe ancora vivo». E ripete: «È stata una fatalità». Sull’altro escursionista, Giancarlo Bedogni dice: «Era più un amico di mio padre, noi familiari non lo conoscevamo più di tanto. L’ho visto quando i soccorritori l’hanno portato a valle, so che sta bene. Mi ha chiamato suo figlio per farmi le condoglianze…». 

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Ivo era conosciutissimo ad Albinea. Da qualche anno era in pensione dopo una carriera spesa in litografia. Appassionato fotografo e grande amante della montagna che frequentava abitualmente. Uno sportivo che adorava anche andare in bicicletta. Il paese è sotto choc. «Sono sconvolto e senza parole. Una tragedia che addolora tutta la comunità», ha detto il sindaco Nico Giberti.

Mentre la parlamentare Antonella Incerti è stravolta: «Abitava vicino a me, spesso lo vedevo coi nipotini in cortile. Si chiacchierava amabilmente. Era anche un volontario partecipe nelle attività di Albinea. E ricordo quando all’inaugurazione dei Ponti di Calatrava, regalò all’archistar una foto che aveva scattato…». Affranto anche l’ex sindaco Vilmo Delrio. «Lo conosco da quando eravamo bambini. Siamo cresciuti insieme. Era una persona straordinaria. E che ricordi quando andammo a Berlino per il gemellaggio con Treptow…».