Claudio Campani nella concessionaria di Bologna (foto Schicchi)
Claudio Campani nella concessionaria di Bologna (foto Schicchi)

Bologna, 6 agosto 2018 - "Nella disgrazia, è stato un miracolo". Un sospiro di sollievo, celato a fatica dietro una voce ancora tremante. Poi una pausa, e ancora: «Se fosse accaduto solo quindici minuti più tardi… Sarebbe stata una strage". La tragedia sul raccordo autostradale di Casalecchio ha lasciato un segno ben profondo. Anche nella mente e nei ricordi di Claudio Campani, storico proprietario di Autoluna e 're' delle concessionarie reggiane. Perché a fianco di quella maledetta strada, c’erano i suoi dipendenti.

"Circa una trentina", come rammenta a fatica il proprietario, all’interno di una filiale Citroen-Peugeot da lui gestita. Ma poco prima delle 14, all’interno degli uffici, c’erano solo due giovani dipendenti, un uomo e una donna di circa trent’anni. Vivi per miracolo.

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"Sono una persona fortunata – riprende Campani – perché entrambi hanno subito solo delle lievi ferite. La ragazza si è riparata dietro una scalinata, colpita da alcune schegge della vetrata divelta dell’edificio. Mentre l’uomo era sopra una macchina da esposizione, e ha sentito solo il calore dell’esplosione; hanno ricevuto le cure del caso, e sono assolutamente fuori pericolo. Ma a salvare tanti miei impiegati, è stata una banale pausa pranzo".

Ed è proprio qui che l’imprenditore si sofferma più volte. Una distrazione del conducente dell’autocisterna, come hanno testimoniato i filmati, ha innescato l’incidente. Da lì, il primo incendio, ben visibile su tutta Bologna. E poco dopo, l’esplosione, secca e senza preavviso.

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"Una bomba" il commento deciso di Campani (arrivato sul posto alle 17,30, a causa dell’enorme e inevitabile mole di traffico trovata sulla strada) che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.

"Ho visto con i miei occhi i devastanti effetti di quanto accaduto. La concessionaria è completamente distrutta. Settanta o ottanta macchine sono state rase al suolo, e facevo fatica a contarle. So che stanno ancora facendo controlli per capire se ci sono altre vittime; lo capisco, perché se nel piazzale ci fossero stati i miei dipendenti, come avviene spesso durante gli altri momenti della giornata, ora sarei qui a commentare una strage".

Per l’imprenditore, si tratterebbe di "dieci minuti, non di più. Se l’esplosione fosse avvenuta poco dopo, con gli impiegati di nuovo al lavoro dopo la pausa pranzo, la bomba di fuoco e gas li avrebbe travolti senza scampo".

Campani prova a guardare oltre: "Sono assicurato, e credo non ci saranno problemi. Ma le macchine si ricostruiscono, e per questo ribadisco di essere un uomo fortunato per come sono andate le cose. Bisogna ripartire ora, anche di fronte a simili spaventi".

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