di Gabriele Gallo Anche Reggio, nel suo piccolo, aiuterà l’Uomo a raggiungere Marte, prossima tappa dell’esplorazione spaziale. Se nel 2024, come ha promesso, Elon Musk, il notissimo e altrettanto straricco miliardario e filantropo canadese, riuscirà a coronare il sogno di far atterrare la sua Starship su Marte, con equipaggio umano, una piccola ma importante parte di merito sarà infatti anche di una azienda reggiana. Parliamo della Fagioli di Calerno di Sant’Ilario d’Enza, che attraverso la filiale americana di Houston, in Texas, ha stretto un rapporto di collaborazione col poliedrico magnate. Sono infatti targati...

di Gabriele Gallo

Anche Reggio, nel suo piccolo, aiuterà l’Uomo a raggiungere Marte, prossima tappa dell’esplorazione spaziale.

Se nel 2024, come ha promesso, Elon Musk, il notissimo e altrettanto straricco miliardario e filantropo canadese, riuscirà a coronare il sogno di far atterrare la sua Starship su Marte, con equipaggio umano, una piccola ma importante parte di merito sarà infatti anche di una azienda reggiana.

Parliamo della Fagioli di Calerno di Sant’Ilario d’Enza, che attraverso la filiale americana di Houston, in Texas, ha stretto un rapporto di collaborazione col poliedrico magnate. Sono infatti targati Fagioli i mezzi che, in questi giorni, stanno provvedendo a garantire la movimentazione e il trasporto di alcune componenti necessarie alla messa a punto dei potentissimi e pesantissimi vettori destinati alla conquista del pianeta rosso.

In particolare giusto ieri sono stati gli automezzi della multinazionale del nostro territorio a permettere il trasporto e il montaggio della voluminosa Power Unit, sempre targata Fagioli, necessaria agli spostamenti e alla movimentazione della gigantesca gru che si è occupata, in questi giorni, di raddrizzare Sn9.

Acronimo di Serial Number 9, uno dei modelli di astronave che vengono utilizzati per i test in vista della missione vera e propria verso Marte inclinatosi all’interno dell’hangar che lo ospita la settimana scorsa.

La Gru sollevata e trasportata dalla power unit Fagioli verrà poi utilizzata anche per i lavori di assemblaggio dei vettori successivi, Il progetto per raggiungere la superficie di Marte nasce, di fatto, nel 2002, quando Musk, noto ai più anche per essere l’ideatore dell’avveniristica autovettura totalmente elettrica e ipercomputerizzata Tesla, crea la società SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation) con l’obiettivo di sviluppare mezzi di trasporto interplanetari totalmente riutilizzabili.

Negli anni il progetto è cresciuto e in tempi recenti lo stesso Musk ha lanciato al sfida definitiva: arrivare su Marte entro il 2024 utilizzando un razzo vettore con astronave poi riutilizzabile per altre missioni. Per fare questo ha realizzato Starship, che viaggerà alla volta di Marte dopo essere stata sospinta fuori dall’orbita terrestre grazie a un mastodontico missile alimentato da una avveniristica miscela di metano e ossigeno.

In segno di sfida verso i suoi detrattori Musk, di recente, ha compiuto un gesto piuttosto clamoroso: ha infatti venduto tutte le sue proprietà immobiliari, mantenendo solo la quota azionaria della società Tesla, per giocarsi tutto il suo patrimonio o quasi nell’impresa marziana. Allo stesso modo degli esploratori del ‘500 e del ‘600 che bruciavano tutti i loro possedimenti per non avere la tentazione di tornare indietro. Molti definiscono il progetto di Musk alquanto velleitario, anche se la Nasa ha affidato a SpaceX i rifornimenti della Stazione Spaziale Internazionale e il trasporto degli astronauti. Tuttavia sapere che, se andrà a buon fine, su Marte ci si arriverà anche grazie al Made in Reggio è sufficiente per augurare buona sorte a Musk e alle sue navi spaziali, e anche un po’ alla Fagioli che lo aiuta.