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28 apr 2022

Farmacisti: "Dateci un contratto o ci licenziamo"

Dopo sette anni ancora nessun rinnovo per i dipendenti: "L’ultimo aumento in busta paga è del 2010"

Farmacia comunale Cartesio, in via Pietro Fornaciari Chittoni a Bagno. Una delle 25 farmacie chiuse martedì
Farmacia comunale Cartesio, in via Pietro Fornaciari Chittoni a Bagno. Una delle 25 farmacie chiuse martedì
Farmacia comunale Cartesio, in via Pietro Fornaciari Chittoni a Bagno. Una delle 25 farmacie chiuse martedì

Per sette anni nessun rinnovo del contratto per i dipendenti delle farmacie comunali. Questo ha spinto, nella giornata di martedì, 25 farmacie del reggiano a lanciarsi in protesta martedì appena passatochiudendo l’attività per 24 ore. Presente anche un presidio in Piazza del Monte.

"Ci hanno fatto firmare un contratto ’in perdita’– ammette Mauro Gilioli, delegato sindacale delle farmacie Comunali Riunite e farmacista – L’ultimo aumento in busta paga risale al 2010. Il carico di lavoro è aumentato nettamente in questi ultimi due anni e dopo 25 anni di lavoro e una responsabilità sia penale che civile che ricade sul mio impiego ogni giorno, mi ritrovo a prendere solo 1600 euro al mese. Non è il giusto riconoscimento economico che mi aspetto ad oggi".

Dopo un periodo di lavoro così intenso dovuto ai ritmi serrati legati all’emergenza sanitaria, che ha visto le farmacie protagoniste di moltissime attività al servizio dei cittadini, ora gli operatori del settore presentano il conto. "Anche se si tratta di un problema nazionale la vera anomalia non sono le proteste a livello provinciale, ma il vero dramma è non avere un contratto da ben sette anni – chiarisce Gilioli – Per sette anni siamo andati sulla fiducia, ma ora basta. La retribuzione non sta al passo con la mole di lavoro. Si aggiungono quattro giorni di ferie tolti, la diminuzione della paga oraria, le ore dei permessi brevi dimezzate e un guadagno dello straordinario che durante i festivi, rispetto al 2010, è stato calcolato al 30% a fronte del 50% di prima. Per questo tanti dei miei colleghi hanno lasciato il lavoro".

Ora il rischio è che il settore si trovi di fronte a un licenziamento di massa, che col tempo porterà le farmacie a risentirne gravemente non solo a Reggio, ma in tutto lo stivale.

Rosaria Napodano

© Riproduzione riservata

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