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Reggio Emilia, scoperto giro di fatture false da 80 milioni. 4 arresti

Disposto un sequestro preventivo di dieci milioni. L'intercettazione. "In un giorno intasco anche mille euro"

Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2018 alle 17:17

Reggio Emilia, 11 settembre 2018 – Un «vorticoso giro di false fatturazioni» di cui per ora è stata accertata solo una piccola parte. L’hanno scoperto Polizia e Guardia di Finanza reggiana che, coordinate dalla Procura di Reggio, hanno arrestato quattro persone, finite ai domiciliari accusate di reati fiscali, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e reimpiego nell’operazione ‘Billions’.

Gli investigatori, su mandato del Gip, hanno dato esecuzione a un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per quasi dieci milioni, tra cui un bar della città ritenuto oggetto di reimpiego dei proventi illeciti conseguiti dagli indagati a seguito di frodi fiscali, così ‘ripuliti' attraverso l’investimento nel locale falsamente intestato da uno degli indagati alla ex moglie. Gli arrestati sono ritenuti responsabili di emissioni e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, complessivamente quantificate in oltre 80 milioni di euro.

Secondo le indagini, i giro di affari era anche di mille euro al giorno, grazie al giro di false fatture. Emerge dalle intercettazioni dell'inchiesta: "700 euro al giorno guadagni tu?", dice una persona intercettata mentre parla con uno degli arrestati ritenuto al vertice del 'sistema. Risposta: "Certe volte anche 1000, 800, 600, 500 (...) La giornata che ho guadagnato poco 300. Ma in quanto? In 3/4 ore".

Ancora più esplicita un'altra conversazione captata in cui la stessa persona parla del proprio 'lavoro': "Questo è il mio lavoro, quello che faccio sono fatture di 40, 50 60...". "Tu sei competente... Su tutti i piccioni di clienti prendi il frutto, l'Iva", gli risponde l'altro di cui non si conoscono le generalità. "Sì (...) Loro devono fare fattura di scarico, esempio 50mila euro, io gli porto i 50mila euro e loro mi fanno il bonifico... Ovviamente dei clienti che conosco che mi fido sennò non è che sono un pazzo io (...) Mi fa il bonifico, tipo per dire, di 60: di 50 più i 10... Perché lui è vero che a me mi dà 10mila euro, per dire, adesso sto sparando cifre (...) Ma sennò lui magari dovrebbe pagare 30 allo Stato quindi dice... 10... ".

 

 

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