Reggio Emilia, 14 marzo 2019 - «Le prospettive per il futuro non sono verdi, ma grigie». A parlare è Cristian Colubriale (20 anni) e la sua voce si unisce a quella dei coetanei Guendalina Bettinelli, Giacomo Giannantonio, Filippo Di Mauro e Francesco Nasi (entrato da poco nel nucleo organizzativo). Cinque giovani ragazzi reggiani che si fanno portavoce del movimento Fridays for Future, impegnati ogni venerdì in piazza Prampolini in un presidio per la sensibilizzazione sul tema del cambiamento climatico. Domani, venerdì 15 marzo, lo sciopero avrà respiro globale e partirà da parco del Popolo, con l’intenzione di fare breccia nelle coscienze dei cittadini e delle istituzioni. «Fridays for Future è un movimento che ormai coinvolge 54 Paesi nel mondo – spiega Cristian –. Noi lo abbiamo portato a Reggio ormai circa un mese fa, onestamente non ci saremmo mai aspettati un seguito simile».

Il primo presidio è stato il 22 febbraio, davanti al Comune, con un semplice stand per fornire informazioni sul tema del cambiamento climatico. Nei venerdì successivi si è passati al dibattito, con microfoni e pacificamente disposti in cerchio, o alla preparazione di materiale per le manifestazioni. «Per domani abbiamo invitato tutti a portare un pezzo di stoffa, tessuto o indumento di colore verde – dice Filippo di Mauro –. Partiremo da parco del Popolo alle 10 con una manifestazione itinerante, passando per corso Garibaldi arriveremo al parco Tocci. Da parco a parco, insomma, un percorso ‘green’ per sollevare l’importanza del tema e coinvolgere chi non ne conosce la gravità».

Al coro si unisce anche la scuola primaria di Marmirolo: «Sosteniamo lo sciopero a favore delle generazioni che verranno, i bambini hanno bisogno di un futuro migliore», dicono le maestre. Tra gli aderenti c’è anche il sindacato Cgil nazionale. «Siamo convinti che le alleanze siano essenziali per sconfiggere l’inerzia dei governi – ha riferito la Cgil di Reggio –. Per questo invitiamo studenti, lavoratori e tutti i cittadini a seguire l’esempio di Greta». Fridays for Future segue il format ideato da Greta Thunberg, di soli 15 anni. La piccola attivista svedese ha lasciato un segno indelebile scioperando ogni venerdì davanti al Parlamento di Stoccolma.

«Se Greta da sola riesce a smuovere le coscienze con tanta determinazione, perché non anche noi?», considera Giacomo Giannantonio. Proprio da una domanda di questo tipo, da un semplice ‘perché no?’, nasce il Fridays for Future reggiano. «Noi siamo amici già da prima e abbiamo partecipato a un progetto formativo sulle istituzioni europee – continua Cristian –. A Bruxelles siamo venuti a conoscenza di questo movimento, abbiamo subito pensato: perché non farlo anche a Reggio?». Sì, proprio a Reggio.

«Non importa – aggiunge – quanto sia piccola la realtà in cui ti muovi. Nessuno di noi per altro studia questi problemi all’università, crediamo però che debbano riguardare tutti. Le conseguenze del cambiamento climatico sono tangibili, specialmente in una regione come la nostra. Non pensiamo di essere i paladini della giustizia, ma crediamo che il futuro dei giovani – noi compresi – possa essere inevitabilmente compromesso e bisogna fare qualcosa. Adesso».