LA VITTIMA  La commerciante Teresa Spanò davanti alla sua auto spaccata che conteneva oggetti di bigiotteria, orologi, bracciali e orecchini di grande valore
LA VITTIMA La commerciante Teresa Spanò davanti alla sua auto spaccata che conteneva oggetti di bigiotteria, orologi, bracciali e orecchini di grande valore

Reggio Emilia, 27 giugno 2019 - I vetri dell’auto in mille pezzi e poi il furto, con oltre 20mila euro di merce trafugata. È successo mercoledì notte in via Filippo Re, in pieno centro storico. Vittima della razzia è la commerciante Teresa Spanò che, rientrata tardi dal lavoro, non ha avuto la forza di scaricare gli scatolini che contenevano oggetti di bigiotteria, orologi, bracciali, orecchini, molti dei quali fatti a mano e per questo di grande valore.

I ladri hanno notato la macchina e sono entrati in azione, lasciando però tracce di sangue nell’abitacolo che sono state rilevate dalla Scientifica e con cui si spera di risalire ai colpevoli. «Mi hanno portato via tutto, questa città ormai è diventata invivibile – si sfoga Teresa Spanò – sono arrivata a casa stanchissima e non ho avuto la forza di scaricare, anche perché il giorno successivo sarei dovuta ripartire. Ero tranquilla qui di solito c’è gente fino a tardi, c’è il ristorante che è aperto fino all’una e poi ci sono le telecamere un po’ ovunque, invece non hanno avuto paura ed evidentemente nessuno li ha sentititi nonostante abbiano completamente distrutto tutti i vetri».

La donna, 34 anni, madre di due figli piccoli, non è assicurata e quindi non avrà alcun risarcimento né per i danni alla macchina né per il furto: «In 10 anni che faccio questo lavoro non mi era mai successo, solo di materiale mi hanno portato via almeno 20mila euro a cui poi vanno aggiunti i danni alla macchina: prima hanno provato a forzarla, poi hanno rotto tutti i vetri. É uno schifo e mi domando come nessuno abbia sentito nulla, io ho la camera sul retro ed ero troppo lontana dalla strada, ma quelli che abitano qui ai primi piani...».

Le forze dell'ordine sono già al lavoro e incroceranno le immagini delle telecamere con i rilievi ematici: «Le tracce di sangue evidenti sono due – spiega Teresa Spanò – ma non sappiamo ancora se sono della stessa persona o se hanno agito in due o tre, hanno fatto tutto fra le due di notte e le quattro e mezza di mattina perché poi la luce adesso arriva presto». Qualche ora dopo Teresa Spanò ha affidato tutta la sua amarezza al profilo Facebook personale: «Vai a lavorare per garantire qualcosa ai tuoi figli – si legge – combatti con i sensi di colpa per averli lasciati, fai sacrifici che in pochi sarebbero disposti a fare, lavori così tante ore che quando rientri non hai nemmeno la forza di scendere dalla macchina, figuriamoci scaricarla e poi questo è stato il mio buongiorno...».