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10 mag 2022

Identificato componente della ’P38 - La Gang’

La Digos al lavoro per dare un nome agli esponenti del gruppo che rievoca le Brigate Rosse. Oggi flash-mob di solidarietà dei Carc per Vicini

Sarebbe stato identificato almeno uno dei componenti della ‘P38 – La Gang’, band trap-rap che rievoca le Brigate Rosse nei propri testi e che ha portato una bandiera del gruppo terroristico degli Anni di Piombo sul palco del Tunnel lo scorso primo maggio. Nelle prossime ore sarà trascritto nel registro delle notizie di reato della Procura che ha aperto un’inchiesta sull’esibizione choc. Mentre la Digos è al lavoro per dare un volto – rispetto a quello coperto dai passamontagna bianchi nei loro show – agli altri componenti con la possibilità di allargare il raggio all’entourage. Sono tutti indagati con l’accusa di istigazione a delinquere in concorso con Marco Vicini, presidente del circolo Arci che ha ospitato il concerto.

Ieri in tarda serata era annunciato il confronto ‘resa dei conti’ coi vertici dell’associazione, la quale si era dissociata dal live andando in antitesi rispetto a Vicini stesso che invece difendeva gli artisti. Da questo summit potrebbero scaturire le dimissioni o il siluramento del presidente del circolo di via del Chionso. Vicini sarà interrogato oggi pomeriggio in Questura.

In contemporanea, dalle 15,30 alle 17,30, ci sarà un presidio di solidarietà nei suoi confronti già annunciato nei giorni scorsi da parte dei Carc (il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, del quale fa parte lo stesso Vicini) al fine di manifestare il proprio dissenso sul fatto che sia stato indagato. Si attendono circa una ventina di esponenti, i quali si posizioneranno in via Dante, proprio di fianco agli uffici della polizia.

Non si tratta di una vera e propria manifestazione – per la quale ci sarebbe voluta l’autorizzazione da parte delle forze dell’ordine –, ma di un flash-mob che ha intenzioni pacifiche. Gli agenti della Digos, al fine di garantire la sicurezza, saranno comunque davanti al sit-in. Una volta che Vicini sarà rilasciato dagli inquirenti (i quali gli chiederanno anche se conosce i veri nominativi della band), i Carc – e forse lo stesso presidente del circolo Arci – parleranno alla stampa.

Intanto le pagine social (facebook e Instagram) della band sono state bannate e oscurate, al fine di censurare i contenuti ritenuti offensivi e oltraggiosi. Tramite una sorta di secondo profilo, rilanciato anche dai componenti del gruppo sui propri profili (sempre utilizzando esclusivamente il nome d’arte) chiedono aiuto morale ed economico per affrontare l’eventuale processo.

"Noi e altre persone vicine rischiamo fino a 8 anni anni di pena a testa. Non possiamo rimanere immobili ad aspettare. Non vogliamo fuggire dalle conseguenze delle nostre azioni. Vogliamo affrontarle, sapendo di non essere soli. Lanciamo ufficialmente la campagna per coprire le spese legali per i processi che riguardano la P38". Il loro obiettivo è raggiungere almeno quota diecimila euro. Al momento 95 sostenitori hanno donato la cifra complessiva di 3.266 euro. E affidano una prima difesa alle parole di una citazione del filosofo Theodor Adorno: "Il compito attuale dell’arte è di introdurre il caos nell’ordine". Sì, ma senza compiere reati.

dan.p.

nelle foto un’esibizione

della ’P38 - La Gang’

e il presidente del circolo

Arci Tunnel, Marco Vicini

© Riproduzione riservata

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