ALESSANDRA CODELUPPI
Cronaca

Il calvario quotidiano "Non passo i giorni sul divano: cerco disperatamente lavoro"

Il drammatico racconto di una 47enne che percepisce il sussidio "In un albergo mi proposero 500 euro per 35 stanze da riassettare in cinque minuti l’una tutti i giorni, festivi compresi, il resto in nero".

Il calvario quotidiano  "Non passo i giorni  sul divano: cerco  disperatamente lavoro"

Il calvario quotidiano "Non passo i giorni sul divano: cerco disperatamente lavoro"

di Alessandra Codeluppi

"Non è vero che tutti i percettori del reddito di cittadinanza passano le giornate seduti sul divano. Come tanti ho un problema economico. E sono alla disperata ricerca di un lavoro".

Comincia così il racconto di una donna di 47 anni, che ha visto addensarsi sulla propria vita molte difficoltà. Per lei è scattato anche uno sfratto, previsto a breve. "Ho trovato una soluzione alternativa: sono in lista per una casa popolare. Comunque non voglio lasciare morosità nelle spese condominiali, ma saldare tutto".

La donna ha diritto al bonus sociale, che prevede agevolazioni nel pagamento delle bollette, ma intoppi burocratici a ripetizione la stanno ostacolando.

La 47enne, che non ha la patente, l’anno scorso si è rivolta a un’agenzia di pulizie. "Mi proposero di sistemare le camere di un albergo che potevo raggiungere in bici. Dissi che prendevo il reddito di cittadinanza, pari a 780 euro (500 più 280 perché paga un affitto). E che, secondo quanto mi riferì un consulente del lavoro, la retribuzione non poteva essere inferiore all’importo di quell’assegno. Il titolare rispose che non poteva darmi più di 500 euro per 35 stanze da riassettare in cinque minuti l’una tutti i giorni, festivi compresi, poi il resto in nero. E ribattè che era scandaloso pagare le persone per stare a casa".

Situazione simile per un lavoro da cuoca. "Accettai il contratto. Il lavoro era per sostituire una dipendente solo per due settimane estive. Anche in questo caso mi dissero di voler pagare parte delle ore fuori busta: soldi che alla fine non mi hanno neppure dato". Pensare a come far fronte alle bollette è diventato intanto il suo lavoro: il bonus sociale, che permette la rateizzazione di importi anche inferiori ai 200 euro, spesso non viene considerato. Nel caso della luce elettrica, "ho allegato le richieste, fornito l’Isee e fatto verifiche ad Arera. Gli stessi operatori hanno detto di aver dimenticato di comunicare a chi di dovere. Ho chiesto il ricalcolo della bolletta, ma sono stata obbligata al pagamento per intero. Dopo due mesi avanti e indietro dagli uffici Iren, tante telefonate e solleciti di pagamento, l’avvocato Paola Soragni (foto a destra) gratuitamente ha deciso di darmi una mano. Finalmente solo qualche giorno fa ho ottenuto la rateizzazione per la luce, ma con importo intero e senza bonus. Gioia durata poco".

Lo stesso problema si sta ripetendo con la Tari: "In una bolletta è stato fatturato il bonus sociale, nell’altra no". E per l’acqua: "Mi è stato detto che non posso rateizzare meno di 200 euro, ma non è così". La donna è stata convocata qualche mese fa dai servizi sociali per fare il punto sul reddito di cittadinanza: "Ho risposto a un questionario sulla mia situazione. Mi è stato prorogato l’assegno fino a dicembre, poi dovrò ripresentare l’Isee". I conti non lasciano respiro: "Dai 780 euro devo togliere 250 di affitto, 115 di Tari, 148 di luce e 138 di acqua. Con 129 dovrei fare la spesa. Aspetto risposte da Iren: mi arrivano messaggi in automatico, ma la situazione non è stata risolta nonostante le rassicurazioni a voce. Ho chiesto aiuto al Comune che ha promesso verifiche. Come si fa a vivere e arrivare al mese successivo?"