TOMMASO VEZZANI
Cronaca

Il centro storico che muore: "Mai più come gli anni Ottanta. Le realtà urbane sono diverse"

L’assessore Mariafrancesca Sidoli: "In arrivo importanti investimenti di risorse comunali, cambi nella regolamentazione e un piccolo ‘Pnrr regionale’ da 18 milioni".

Il centro storico che muore: "Mai più come gli anni Ottanta. Le realtà urbane sono diverse"

Il centro storico che muore: "Mai più come gli anni Ottanta. Le realtà urbane sono diverse"

"Importanti investimenti di risorse comunali, cambi nella regolamentazione e un piccolo ‘Pnrr regionale’ da 18 milioni. Il ritornello da qui ai prossimi mesi sarà questo".

Mariafrancesca Sidoli è l’assessora di Reggio Emilia al commercio e alla valorizzazione del centro storico e riassume così le soluzioni che saranno messe in campo nei prossimi mesi per far fronte all’emergenza nell’esagono.

"Grazie all’analisi del Politecnico di Milano – inizia l’assessora – abbiamo potuto comprendere le varie esigenze del nostro centro e confrontarlo con altri: a Mantova solo all’interno dell’ambito Unesco ci sono 400 sfitti, la percezione di svuotamento è diffusa un po’ ovunque e anche a livello europeo emergono tendenzialmente le stesse criticità. Si può parlare di crisi del commercio, senza nascondersi di fronte a uno dei temi principali della nostra epoca".

Il problema dunque non è la nuova Ztl in via Emilia: "Di questo strumento si stanno dotando tutti i centri italiani ed europei. Chiaramente va pianificato e accompagnato con azioni specifiche, e gli effetti normalmente – lo dicono i dati del Politecnico – non si vedono nell’immediato ma in un lasso di tempo che va dai 12 ai 18 mesi. È un investimento".

Da tempo Sidoli sostiene l’esigenza di nuove forme di governance: "Dal 1997 esiste un tavolo ufficiale con le associazioni di categoria commerciali, noi abbiamo invitato anche tutti i soggetti che hanno o rappresentano interessi nel centro storico, associazioni, ordini, università, diocesi, grandi distribuzioni. Stiamo studiando vari modelli, perché fare rete e collaborare sarà sempre più fondamentale".

Una svolta sta arrivando a livello normativo: "Recentemente la Regione ha approvato una legge che cambia la definizione dei centri storici da ‘Centri commerciali naturali’ a ‘Hub urbani di prossimità’, inserendo il commercio in un sistema integrato. Nei prossimi mesi saranno definiti i decreti attuativi che porteranno 18 milioni nel 2024, un piccolo Pnrr come piace chiamarlo a me, dedicato ai centri storici".

Le destinazioni dei finanziamenti sono ancora molto generiche, la delibera regionale parla di contributi per "l’attivazione degli Hub urbani", "riqualificazione di vie, aree o piazze", "promozione e marketing" e "innovazione tecnologica" ma, se si pensa che nel 2023 da Bologna sono arrivati a Reggio solo 56mila euro per nuove forme di governance e rigenerazione del tessuto urbano, la golosità della cifra è evidente: "Dobbiamo farci trovare preparati – afferma l’assessora –, stakeholder e amministrazione dovranno essere pronti per attrarre queste risorse. Da qui a un mese e mezzo, poi, il Comune metterà in campo quello che può anche con le sue leve finanziarie. Il governo nel frattempo sta approvando la cedolare secca che il settore immobiliare chiede da tempo e omogenizzerebbe a livello nazionale una fiscalità leggera in termini di locazione commerciale".

L’assessore invita comunque a non trascurare le nuove forme di vita dell’esagono: "L’università e l’arrivo di nuovi studenti in centro sono una funzione nuova e in aumento esponenziale. Abbiamo costruito un questionario per capire come si muovono e cosa ne pensano, per poi stimolare convenzioni e agevolazioni con i privati e la distribuzione. Poi stiamo lavorando molto sulla valorizzazione del patrimonio enogastronomico e sugli eventi, oltre 50 da aprile a ottobre con più di 25 mercati straordinari. Ma è evidente che la crisi è globale e servono anche altri strumenti".

Anche se, chiude l’assessore Sidoli: "Non si inverte la rotta. Ce lo dobbiamo dire che i centri storici degli anni Ottanta non tornano più. È un’altra epoca e la risposta che dobbiamo darci noi oggi è come si stanno trasformando le realtà urbane. Il confronto non è più rimandabile".