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10 giu 2022

Il Comitato pro diga di Vetto rispolvera il vecchio ’Progetto Marcello’

Presentato in una sala affollata il piano dell’opera che negli anni ’80 venne approvata, finanziata, avviata e poi interrotta

10 giu 2022

La diga di Vetto, argomento dibattuto da più di cento anni, torna d’attualità.

L’altra sera, in una affollata sala del Centro Mavarta, tanti cittadini hanno preso parte all’iniziativa organizzata dalla nuova associazione culturale "Orizzonti", proprio sulla diga.

In particolare sono stati presentati gli aspetti essenziali del ’Progetto Marcello’, a suo tempo approvato, avviato con la costruzione del cosiddetto ’taglione’ e poi bloccato per approfondimenti sull’impatto ambientale. Il progetto è stato illustrato da Lino Franzini, già tecnico Enel e attualmente presidente del Comitato per la diga di Vetto.

Fra il pubblico erano presenti agricoltori, imprenditori, amministratori locali, ambientalisti e tanti cittadini, non solo di Sant’Ilario ma anche dei comuni vicini.

Il tema diga di Vetto è sempre stato divisivo fra chi, per motivi ambientali, difende lo status quo e gli agricoltori, che hanno bisogno di acqua per i loro foragg, fondamentali per la filiera del Parmigiano-Reggiano. Ma con l’attuale crisi idrica l’argomento diventa sempre più pressante.

La serata di approfondimento ha consentito di conoscere meglio nel merito l’unico progetto di diga completo e operativo, un progetto spesso richiamato ma poco conosciuto se non a grandi linee.

Sono state illustrate le caratteristiche del manufatto, le dimensioni e la conformazione del bacino che verrebbe creato dalla diga, gli elementi della sicurezza, le opportunità offerte per la produzione di energia elettrica, la portata del deflusso minimo vitale di acqua nel letto del torrente in tutte le stagioni. Naturalmente continuano a rimanere le diversità di opinioni relative a un’opera così rilevante, ma la serata organizzata dall’associazione Orizzonti, ha fornito comunque elementi utili per poter maturare una opinione basandosi sul merito.

Nina Reverberi

© Riproduzione riservata

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