Il Comune voleva abbattere la pala Ma i ricorsi hanno bloccato tutto

La lotta contro l’impianto eolico (da cui ora si è staccato il rotore) risale al 2011, quando i lavori di costruzione erano in corso.

Il Comune voleva abbattere la pala  Ma i ricorsi hanno bloccato tutto

Il Comune voleva abbattere la pala Ma i ricorsi hanno bloccato tutto

Il secondo incidente alla pala eolica del Valico del Cerreto nell’arco di una quindicina di anni – l’ultimo poche notti fa con la caduta al suolo del rotore – riaccede i fari su una struttura oggetto di una lunga battaglia legale. L’impianto venne contestato fin dall’origine, prima dal Comune di Collagna e poi (dopo la fusione) dal comune Ventasso: le ordinanze di abbattimento furono bloccate da ricorsi e a distanza di tanti anni la pala eolica del Cerreto è ancora lì che gira sulla testa degli ignari escursionisti della zona. Infatti l’altra notte, forse a causa di un forte temporale, è precipitato al suolo il rotore e per fortuna, data anche l’ora, non ci sono state conseguenze di nessun genere per nessuno. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Castelnovo e di Collagna che hanno provveduto a transennare l’area in attesa della rimozione. Come si diceva, la pala eolica del valico – realizzata da privati su un terreno di proprietà nel comune di Collagna (oggi Ventasso), sul confine con Fivizzano – fu subito oggetto di contestazione. Con la prima ordinanza emessa dall’allora Comune di Collagna nel 2011 veniva richiesta la demolizione della base (la pala era ancora in fase di costruzione). Seguì il ricorso, la pala eolica venne realizzata producendo energia elettrica. Altra ordinanza nel 2015: il Comune chiese l’abbattimento per due ragioni: perché era stata collocata sul crinale dell’Appennino e perché la località superava i 1200 metri di quota, altitudine che non sarebbe consentita per questi impianti. L’ultima ordinanza di demolizione è del 2020; nuovo ricorso. E la pala erra ancora lì che girava, fino alla caduta del rotore.

s.b.