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11 giu 2022

Il gip dice no a misure cautelari per Scarfone

Il difensore: "Prima crepa nell’impianto accusatorio. La bici in regalo? Era usata"

11 giu 2022
L’avvocato Enrico Fontana
L’avvocato Enrico Fontana
L’avvocato Enrico Fontana
L’avvocato Enrico Fontana
L’avvocato Enrico Fontana
L’avvocato Enrico Fontana

L’imprenditore scandianese Lorenzo Scarfone – che nelle ipotesi accusatorie svolse il ruolo di mediatore tra Pietro Ragni e in fornitore di mascherine, il trentino Paolo Paris – respinge ogni addebito.

"Ci difenderemo nelle sedi opportune – premette il difensore, l’avvocato Enrico Fontana del Foro di Modena – ma mi preme sottolineare che Scarfone ha operato entro i limiti della legalità, pagando le imposte su tutte le operazioni che l’hanno visto coinvolto: quindi non esistono nemmeno problemi di natura fiscale".

La procura di Reggio aveva chiesto misure cautelari anche per lo scandianese, misure che il gip ha respinto.

"Una richiesta – commenta l’avvocato Fontana – che ci ha lasciato esterrefatti. L’episodio che viene contestato risale a mo molto tempo fa, si colloca nel pieno dell’emergenza Covid. La circostanza che il giudice abbia respinto la richiesta della procura rappresenta certamente una prima crepa nell’impianto accusatorio".

L’avvocato – che il 22 giugno sarà in udienza davanti al Riesame – parla della famosa bicicletta elettrica che Lorenzo Scarfone regalò a Pietro Ragni, finita nell’inchiesta come merce di scambio per l’appalto.

"La bicicletta non c’entra niente, è addirittura antecedente all’appalto", ribadisce il legale. "E’ un regalo pensato e fatto d’accordo con altre persone a un vecchio amico di famiglia per il suo approdo in pensione. Una bicicletta usata. E se faccio una corruzione milionaria non vado a regalare una bicicletta usata".

© Riproduzione riservata

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