Il giudice Morlini a Bologna. Andrà in Corte d’Appello dopo lo scandalo Palamara

Il togato ha impugnato il provvedimento disciplinare emesso dal Csm. La sospensione di un anno e mezzo dal lavoro andrà al vaglio della Cassazione.

Il giudice Morlini a Bologna. Andrà in Corte d’Appello dopo lo scandalo Palamara

Il giudice Morlini a Bologna. Andrà in Corte d’Appello dopo lo scandalo Palamara

Il giudice reggiano Gianluigi Morlini, finora in forze alla seconda sezione civile del tribunale, è stato applicato alla Corte d’Appello di Bologna. Il suo nuovo incarico, che ha durata di sei mesi prorogabili, è stato deciso il 26 settembre; poi il magistrato ha preso possesso del ruolo a partire dall’11 ottobre. Morlini ha presentato anche una domanda di trasferimento nella Corte d’Appello: il presidente del tribunale Cristina Beretti, ritenendo che la sua richiesta sarebbe stata presumibilmente accolta nel corso del semestre, ha disposto una ripartizione dei 110 procedimenti pendenti di contenzioso civile ordinario, iscritti tra il 2021 e il 2023, che erano seguiti da lui. I fascicoli sono stati riassegnati agli altri giudici della stessa sezione (Stefania Calò, Laura Fioroni, Francesca Malgoni ed Ersilia Carlucci). Il suo ruolo di membro del collegio del reclamo in materia di lavoro – presieduto da Beretti – sarà composto stabilmente da Simona Boiardi; ne farà sempre parte come relatore il giudice del lavoro non intervenuto nell’adottare il provvedimento; in caso di incompatibilità o assenza il collegio sarà integrato da Camilla Sommariva. Sarà invece Francesco Parisoli a prendere il suo posto nella sottosezione agraria.

A lui ha voluto dedicare un saluto il consiglio dell’Ordine degli avvocati reggiani nella seduta del 23 ottobre.

Morlini, 54 anni, entrato in magistratura nel 1998, è stato giudice a Ivrea, Piacenza e Reggio Emilia, addetto al settore civile e delle esecuzioni immobiliari; giudice della Commissione tributaria regionale, nonché componente del comitato scientifico del Consiglio superiore della magistratura. Istituzione, quest’ultima, di cui è stato presidente della Quinta commissione – dedita al conferimento degli incarichi direttivi – prima di dimettersi a causa dello scandalo nelle nomine pilotate nei tribunali con la regia dell’ex magistrato romano Luca Palamara. Per lui il procedimento disciplinare davanti al Csm si concluse il 14 settembre 2021 con un anno e mezzo di sospensione dal lavoro: il provvedimento, con durate diverse, riguardava anche altri togati che il 9 maggio 2019 parteciparono con Palamara e i parlamentari Luca Lotti e Cosimo Ferri a un incontro in cui si discusse della nomina del procuratore capo di Roma. Morlini ha respinto le accuse sostenendo che si trattò di una circostanza casuale e che lui cedette mai a influenze esterne. E ha impugnato la sentenza, che deve ancora passare al vaglio della Cassazione. Alessandra Codeluppi