Jacopo Vanzini* Quando un semplice arredo urbano diventa simbolo di lotta alle discriminazioni e di contrasto all’omobitransfobia, significa che il lavoro di sensibilizzazione che Arcigay sta facendo, con il sostegno della pubblica amministrazione, sta funzionando bene. All’interno del nostro gruppo giovani LGBTI+ under...

Jacopo

Vanzini*

Quando un semplice arredo urbano diventa simbolo di lotta alle discriminazioni e di contrasto all’omobitransfobia, significa che il lavoro di sensibilizzazione che Arcigay sta facendo, con il sostegno della pubblica amministrazione, sta funzionando bene. All’interno del nostro gruppo giovani LGBTI+ under 25 è emerso che, in un piccolo paese di provincia in cui i giovani spesso possono avere più timore a dichiararsi apertamente omosessuali, lesbiche, bisessuali o transgender, una panchina arcobaleno può fare la differenza. Essa può diventare un vero e proprio "simbolo di speranza, perché fa sentire le persone meno isolate" (A., 19 anni), ma anche "un motivo per sentirsi meno colpevoli" (V., 21 anni) e un aiuto in grado di "cambiare totalmente il proprio modo di accettarsi come persone LGBTI+" (M., 17 anni). Una panchina arcobaleno davanti alla scuola "sarebbe utile, perché i professori non potrebbero ignorare l’argomento, e si inizierebbe a parlare di orientamento sessuale e di identità di genere all’interno dell’ambiente scolastico. Ce n’è davvero bisogno." (A., 18 anni). Se per i ragazzi e le ragazze questa panchina è simbolo di speranza, per le persone adulte e anziane può essere simbolo di libertà. Speriamo che, vedendo questa panchina nella loro città, tutte le persone LGBTI possano sentirsi incluse rispettate, e accettate. Invitiamo anche gli altri Comuni della nostra provincia, ad aderire alla Rete RE.A.DY, per contrastare l’omo-lesbo-bi-transfobia per un presente più tranquillo e un futuro migliore per le persone LGBTI+ della nostra provincia e non solo.

* vice presidente

Arcigay Gioconda