Il questore saluta la città "La sparatoria in piazza mi ha segnato più di tutto"

Ferrari promosso a dirigente generale della polizia di Stato, il massimo grado "Importante il lavoro sulle ex Reggiane e sulla devianza giovanile".

Il questore saluta la città  "La sparatoria in piazza  mi ha segnato più di tutto"

Il questore saluta la città "La sparatoria in piazza mi ha segnato più di tutto"

Con la promozione a Dirigente Generale, il questore di Reggio Giuseppe Ferrari, 58 anni e originario di Busseto (Parma), si accinge a lasciare la nostra città dopo tre anni e mezzo di servizio. Un’esperienza iniziata a febbraio 2020, dimostratasi "di grande soddisfazione ma anche molto intensa" ha detto. "Non avrei mai raggiunto questo risultato senza l’ottimo lavoro svolto da tutto il Corpo locale della polizia di Stato – precisa innanzitutto Ferrari –. Sono stati anni impegnativi, ma credo che questo riconoscimento sia una dimostrazione di valore anche per tutta la città".

Ogni cambiamento porta con sé dei ricordi, oltre a dei bilanci, e quello del questore Ferrari inizia "a due settimane dal mio arrivo qui – spiega – quando ci fu la rivolta in carcere. Una situazione di emergenza che tuttavia si è riassorbita in poche ore, a differenza di quanto accaduto anche in altre parti del Paese". Non ultima la rivoluzione che ha interessato sotto la sua guida le ex Officine Reggiane, coi ringraziamenti dei cittadini di Santa Croce, ma anche quella del Campovolo che "tre anni fa era solo un’idea", ricorda il questore, mentre oggi ospita la Rcf Arena.

C’è un evento però che più di tutti ha segnato uno spartiacque nell’attività della polizia: "La sparatoria in piazza del Monte – dice –. Di nuovo, a dimostrazione della prontezza degli agenti in questa città, in poche ore riuscimmo a individuare il responsabile". Oltre però al singolo episodio in sé, che pure fu scioccante e portò Reggio su tutte le pagine e gli schermi nazionali, "iniziammo da lì a concentrarci con più sistematicità sul tema delle devianze giovanili". "Insieme al personale di polizia cercammo di capire come poter trattare questi ragazzi, un caso ormai noto è quello di via Secchi – ha aggiunto Ferrari –. In questo voglio ringraziare il sindaco Luca Vecchi e tutta l’Amministrazione, perché al nostro primo segnale ha risposto prontamente. Da lì sono iniziati i confronti con le famiglie, oltre a una mappatura della città che ci ha permesso di tenere monitorata la situazione, facendo sì che i ragazzi si abituassero a noi, alla nostra presenza, e noi capissimo meglio come poterli approcciare".

Riguardando infine agli ultimi anni, tra sfide e soddisfazioni, "la valutazione sul nostro operato – ha concluso – spetterà anche ai cittadini".

Giulia Beneventi