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25 apr 2022

Il tricolore della libertà è tornato a casa

La bandiera che sventolò dal balcone del municipio nel 1945 è stata donata al Comune dalla nipote del partigiano Giorgio Morelli

Chiara Morelli e il sindaco Vecchi con il tricolore sventolato nella Reggio liberata
Chiara Morelli e il sindaco Vecchi con il tricolore sventolato nella Reggio liberata
Chiara Morelli e il sindaco Vecchi con il tricolore sventolato nella Reggio liberata

Il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, ieri mattina in Sala del Tricolore, ha ricevuto in dono da Chiara Morelli – nipote del partigiano Giorgio Morelli, nome di battaglia Il Solitario – la bandiera tricolore sventolata dal balcone del municipio nel pomeriggio del 24 aprile 1945, giorno della Liberazione in città.

Il primo cittadino ha ricordato la passione civile del partigiano Morelli, l’impegno per la democrazia e la verità: "Voglio ringraziare Chiara, e con lei la famiglia Morelli tutta, per aver donato al Comune questo prezioso Tricolore, più che mai simbolo della Liberazione della nostra città dalla barbarie del nazifascismo, per il momento storico e il luogo in cui venne sventolato – ha detto il sindaco Luca Vecchi - Lo custodiremo con cura e faremo in modo che sia messo a disposizione della cittadinanza, attraverso un percorso ad hoc che ne illustri la precipua storia".

All’alba del 24 aprile di 77 anni fa i soldati americani della Divisone RedBull incontrarono formazioni partigiane a San Maurizio, per poi avvicinarsi alla città. I fascisti erano fuggiti il giorno prima, mentre gruppi di tedeschi, ormai sbandati, cercavano di dirigersi verso il Po, aprendosi la strada combattendo. Alle 16 pattuglie della 26esima Brigata, aggirate le postazioni tedesche, entrarono a Reggio da Porta Castello. Contemporaneamente gruppi di sappisti scandianesi e Fiamme verdi attraversarono la circonvallazione ed entrarono a loro volta in città, tra Porta Castello e San Pietro, verso il centro storico, bersagliati dalla raffiche dei franchi tiratori fascisti.

Nell’attuale via Tassoni, a poca distanza dalla chiesa di San Pellegrino, vennero uccisi il garibaldino Tim (Enzo Lazzaretti) e Grappino (Bruno Bonicelli) delle Fiamme Verdi, in piazzale Lepanto cadde la partigiana Mimma (Maria Montanari).

Quel pomeriggio, fu proprio Giorgio Morelli, sceso dalla montagna, a percorrere per primo su una bicicletta le strade di Reggio sventolando il Tricolore. Quella stessa bandiera fu poi issata verso le 16,20 sul balcone del municipio da Morelli e da altri tre partigiani delle Fiamme Verdi.

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