Modena, 30 agosto 2021 - «Mio fratello è devastato, è una tragedia e purtroppo non c’è molto altro da aggiungere". Stefano Gubertini, fratello di Claudio, il pilota alla guida della Peugeot da rally che sabato mattina ha travolto e ucciso due ragazzi durante il Rally dell’Appennino, gli fa da scudo. Come tutti. "E’ stata una disgrazia imprevedibile, l’equipaggio non ha colpe, la macchina è andata fuori strada ma è la sfortuna ad aver fatto il resto", è il coro unanime nell’ambiente motoristico modenese.

Il focus Incidente rally Appennino reggiano: un video ha ripreso lo schianto - Davide Rabotti morto durante il rally a Reggio Emilia: aveva appena filmato la gara - Incidente rally Appennino reggiano: "Claudio e Alberto erano in lacrime"

"A rendere ancora più insopportabile la tragedia il fatto che la vettura ha centrato in pieno un caro amico di mio fratello e un altro ragazzo che conosceva. In quell’ambiente si conoscono un po’ tutti – aggiunge Stefano –. Mio fratello, anche se gli stanno arrivando molti messaggi di conforto, è inconsolabile in questo momento. E’ una tragedia per tutti, per le famiglie di quei ragazzi e per noi". Sulla dinamica d el drammatico incidente non c’è chiarezza: "Ci sono indagini in corso e comunque mio fratello non ci ha detto nulla", conclude. Probabilmente anche Claudio Gubertini, 41 anni di Serramazzoni, pilota con almento vent’anni di esperienza alle spalle, e il suo navigatore, il reggiano Roberto Ialungo, non sanno spiegarsi come la macchina possa essere schizzata via così, planando sulla collinetta dove - ad attenderli per fare il tifo - c’erano appunto Cristian Poggioli, 35 anni di Serra (ma residente a Lama Mocogno) e il reggiano Davide Rabotti di appena 21 anni. Sono morti sul colpo, travolti dalla Peugeot.

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Claudio Gubertini, di professione vigile del fuoco, è chiuso nel proprio dolore, ma tanti amici gli sono vicino: "Claudio mi dispiace per quello che è successo. Cerca di essere forte e di non darti delle colpe. Poteva succedere a chiunque, il fato è bastardo. Sei un bravo ragazzo, ricordatelo sempre", è uno dei messaggi che gli sono stati ’recapitati’ tramite i social.

Cristian Poggioli morto durante il rally: investito dall’amico mentre lo applaudiva

E ancora : "Per me prima di tutto sei un amico, una persona con un cuore grande, circondato da persone che ti vogliono bene e io sono una di quelle... fatevi forza... e ricordate che non siete e non sarete mai soli". "Forza Gubba", scrivono in molti, a testimoniargli affetto dopo l’accaduto. Gubertini era infatti da anni amico di una delle vittime, Cristian: entrambi di Serra, avevano la stessa passione per i motori anche se Poggioli praticava motocross. Quest’ultimo si era piazzato sulla collinetta che sovrasta il circuito di rally - sulle colline tra San Polo d’Enza e Canossa - proprio per incoraggiare l’amico impegnato nel ral ly. Aspettava dunque il passag gio della macchina quando è accaduto l’imprevedibile: non solo Gubertini ha perso il controllo, ma l’auto è stata ’catapultata’, complice un terrapieno, sulla collinetta. Il destino ha voluto che travolgesse proprio Cristian e il giovane Davide Rabot ti. Gubertini e il suo navigatore sono usciti dall’abitacolo illesi e sotto choc.
Hanno lanciato subito l’sos al direttore di gara. Ma per i suoi amici non c’era già più nulla da fare.
val.b.