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3 ago 2022
3 ago 2022

Industria, la ripresa rallenta il passo

Il sistema tiene, ma l’orizzonte è pieno di incognite. La presidente Ancheschi: "C’è bisogno di stabilità politica"

3 ago 2022

Si profilano rischi al ribasso per l’attività delle imprese manifatturiere della nostra provincia: lo dice l’indagine congiunturale di Unindustria relativa al secondo trimestre segnala.

Nel periodo aprile-giugno 2022 l’attività produttiva nel settore manifatturiero reggiano mostra un nuovo rallentamento, pur caratterizzandosi ancora per una crescita. In particolare, la produzione industriale ha segnato una variazione rispetto allo stesso trimestre del 2021 del 4,3%, evidenziando così un ridimensionamento nei confronti di quanto rilevato nelle precedenti indagini.

La dinamica del portafoglio ordini mostra un peggioramento, sia nel complesso, che in riferimento ai soli ordinativi esteri. Nel secondo trimestre 2022, sono pari al 28,6% le imprese che hanno registrato un aumento dei volumi di produzione contro un 21,4% che, al contrario, ne dichiara una riduzione. Le previsioni a breve termine sono orientate ad un ulteriore rallentamento dell’attività produttiva. Le previsioni produttive per il terzo trimestre sono in marcato calo rispetto al passato. Il saldo di +7,1% si colloca al di sotto dei precedenti risultati, +21,8% nel primo trimestre e +37,1% nel secondo. Per quanto riguarda le prospettive sul portafoglio ordini, il 26,8% delle imprese si aspetta un calo degli ordinativi rispetto al 17,9% che, invece, li prevede in aumento. Il saldo è negativo (-8,9%), in discesa rispetto alla precedente indagine (+18,3%).

"Il sistema delle imprese reggiane – commenta la presidente di Unindustria, Roberta Anceschi – continua a mostrare segnali di tenuta, in un contesto operativo di grande incertezza anche a causa della situazione politica italiana. L’autunno e l’inverno si annunciano molto difficili sotto diversi aspetti ed è quindi indispensabile che dalle urne esca un risultato capace di dare la stabilità indispensabile sia per riconquistare la credibilità internazionale dell’Italia, sia per superare la difficile congiuntura e sostenere la ripresa. Essenziale che il prossimo governo rispetti gli obiettivi negoziati con l’Ue e dia attuazione alle riforme previste dal Pnrr".

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