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17 apr 2022

Ius Scholae, Amico: "Il Parlamento l’approvi subito"

17 apr 2022

"Non è più tempo di aspettare: il Parlamento deve approvare la nuova legge sulla cittadinanza". Il consigliere regionale Federico Amico (Coraggiosa), con una risoluzione, ha chiesto alla Giunta di attivarsi perché l’iter di riforma della legge, in discussione alla Camera, si concluda positivamente entro la fine dell’attuale legislatura e sostenga i processi di integrazione socio-culturale e scolastica delle alunne e degli alunni di origine straniera nelle scuole emiliano-romagnole.

"La risoluzione - spiega Amico - firmata anche dai colleghi Igor Taruffi, Silvia Piccinini e Antonio Mumolo, intende dar voce a tutte le ragazze e i ragazzi che sono italiane e italiani. Sono nati in Italia, e qui hanno studiato, sono amici dei nostri figli perché hanno frequentato le scuole insieme, parlano un italiano perfetto e anche i dialetti locali, ma al compimento dei 18 anni diventano dei fantasmi perché privi della cittadinanza italiana".

L’insieme delle persone escluse dalla cittadinanza italiana è molto eterogeneo. Ne fanno parte: le bambine e i bambini nati in Italia da genitori di origine non italiana, che possono richiedere la cittadinanza solo al compimento dei 18 anni, attraverso procedure complesse che non di rado terminano con un diniego; le bambine e i bambini nati altrove e cresciuti in Italia, che non possono ambire alla cittadinanza a 18 anni ma solo provare a ottenerla 10 anni dopo la maggiore età (a meno che i genitori non diventino a loro volta cittadini italiani); le persone adulte nate all’estero che vivono stabilmente in Italia, le quali possono richiedere la cittadinanza italiana, nella maggior parte dei casi, soltanto dopo 10 anni di residenza ininterrotta nel nostro Paese e solo se dispongono di una certa soglia di reddito. La Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio e l’associazione Italiani senza Cittadinanza hanno accolto in modo positivo la notizia dell’adozione del testo alla Camera che introduce il cosiddetto ius scholae come base di partenza per la riforma della legge sulla cittadinanza.

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