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9 mag 2022

"La bandiera delle BR sul palco? È stata una scelta stupida"

L’ex segretario Pd Mauro Vicini padre di Marco, è esplicito ma difende il figlio: "Sono certo che non ha commesso reati"

L’ex segretario del Pd reggiano Mauro Vicini
L’ex segretario del Pd reggiano Mauro Vicini
L’ex segretario del Pd reggiano Mauro Vicini

Una bacchettata ma anche una strenua difesa delle scelte del figlio e la certezza che non ha commesso nessun reato. E’ quanto ha scritto su Facebook Mauro Vicini, ex segretario del Pd reggiano dal 2014 al 2017 parlando del concerto dellla band P38 (da ieri le pagine Facebook e Instagram del gruppo non sono raggiungibili) al circolo Arci Tunnel gestito proprio dal figlio Marco. Un concerto durante il quale è stata esposta una bandiera delle Brigate Rosse e sono stati cantati brani inneggianti alle Br. Il tutto ha portato Marco Vicini a essere indagato per istigazione a delinquere.

"Osservo con attenzione - scrive in un lungo post su Facebook Mauro Vicini - lo sviluppo, anche giudiziario, della polemica sul concerto tenuto nell’ambito della FESTA DELL’UNITÀ COMUNISTA, organizzata da diversi partiti che si richiamano legittimamente al comunismo.

Uno sviluppo comunicativo a mezzo stampa della vicenda che ha trasformato, un piccolo e misconosciuto evento con poche persone presenti, in un potente amplificatore della band e dei loro contenuti. Ho ascoltato, come tanti giornalisti che ne hanno scritto, su Youtube e Spotify le canzoni del gruppo P38 che hanno provocato la polemica per la stupida scelta di esporre sul palco una bandiera che richiama le BR. Scelta che condanno moralmente e politicamente, pensando anche alle vittime di quel periodo ed ai loro famigliari. Al di la degli aspetti personali della vicenda - conclude Vicini - nella quale ritengo mio figlio non responsabile di alcun reato, suggerisco una riflessione per capire ed affrontare al meglio una lettura democratica della storia".

Sulla vicenda, ieri, è intervenuta anche la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: "Scandaloso silenzio del Pd sulla band P38 che nelle sue canzoni inneggia alle Brigate Rosse e oltraggia la memoria di Aldo Moro.Questo conferma l’ipocrisia di una sinistra sempre pronta a impartire lezioni di democrazia agli altri ma che non riesce a spezzare i legami con realtà sovversive che esaltano la violenza. Il Pd abbia il coraggio di prendere le distanze da queste realtà una volta per tutte"

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